Il sindacato nazionale Orsa Porti, torna a denunciare con forza un clima definito discriminatorio e penalizzante nei confronti dei lavoratori impegnati nelle vertenze sindacali, rilanciando in particolare la vicenda del porto di Gioia Tauro, dove – sottolinea l’organizzazione – “si sarebbero già verificati episodi analoghi culminati nel licenziamento del segretario nazionale Domenico Macrì”.
La solidarietà ai colleghi
L’Orsa esprime solidarietà ai lavoratori di Si Cobas dei porti di Salerno e Napoli, raggiunti da una nota di licenziamento che il sindacato giudica inaccettabile perché legata, a suo avviso, a motivi squisitamente sindacali.
Una situazione che, secondo l’organizzazione, “impone una reazione unitaria contro atteggiamenti ritenuti lesivi non solo dell’immagine sindacale, ma anche dei diritti fondamentali dei lavoratori”.
Nel richiamare quanto accaduto a Gioia Tauro, inoltre, evidenzia come il segretario nazionale Domenico Macrì sia ancora oggi privo di sostentamento economico dopo il licenziamento, con gravi conseguenze per la sua famiglia.
Un caso che, per il sindacato, “rappresenta il prezzo pagato da chi ha scelto di difendere con fermezza la propria dignità di lavoratore e di sindacalista”.
L’invito alla classe politica
Alla luce degli episodi registrati nei porti anche di Salerno e Napoli, l’organizzazione invita politica e sindacati a prendere posizione contro comportamenti definiti come antidemocratici e antisindacali.
“Le società operanti nei porti italiani, afferma l’Orsa, non possono considerare le aree portuali come “zone franche” in cui violare sistematicamente i principi costituzionali”.
Il sindacato auspica infine l’immediata riassunzione dei lavoratori licenziati e la sanatoria per quanti, nel recente passato, abbiano subito lo stesso trattamento.































