Ospedale di Lamezia Terme, Alecci (Pd): “In discussione il posto del presidio nella sanità calabrese”

in Politicaprovincia di Catanzaro
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“Riguardo la situazione della sanità a Lamezia non servono altri comunicati celebrativi, né altri allarmi generici. A Lamezia non è in discussione soltanto l’apertura di una sala, è in discussione il posto che questo ospedale deve occupare nella sanità calabrese“. Così, in una nota, il consigliere regionale Ernesto Francesco Alecci, che prosegue: “La Regione parla di crescita, ma una struttura può essere considerata un presidio strategico soltanto se le viene affidata una funzione coerente con il territorio che serve. Non si può parlare di potenziamento e, nello stesso tempo, lasciare Lamezia fuori dal segmento più delicato della rete cardiologica, quello in cui il tempo non è un parametro organizzativo, ma una parte della cura. L’Emodinamica programmata può rappresentare un primo passo, ma un primo passo di un percorso che conduca da qualche parte. Se non esiste un traguardo importante e concreto, l’avvio rischia di diventare semplicemente il modo più elegante per rendere permanente una soluzione incompleta”.

“La Regione dica allora quale futuro vuole assegnare al Giovanni Paolo II, un ospedale chiamato a sostenere una rete territoriale ampia oppure un presidio al quale vengono riconosciute soltanto funzioni parziali, mentre le emergenze continuano a essere indirizzate altrove. Non deve essere una richiesta di campanile, ma una richiesta di coerenza. Se Lamezia è strategica, la programmazione deve dimostrarlo. Se non lo è, la Regione lo dica apertamente, spiegando ai cittadini perché una sala già realizzata e attrezzata non debba concorrere pienamente alla tutela della salute dell’area centrale della Calabria” prosegue.

“La sanità non si rafforza aggiungendo una struttura alla programmazione, si rafforza assegnandole una funzione, mettendola nelle condizioni di svolgerla e assumendosi la responsabilità degli effetti di quella scelta. Non accetteremo che una struttura già finanziata e attrezzata venga considerata attiva soltanto perché formalmente inserita in un atto di programmazione: in sanità, un servizio esiste quando è accessibile, continuativo e misurabile” sottolinea in conclusione.

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