“Pezzotto” alla calabrese: scovate a Crotone tre centrali di streaming illegale

in Cronacaprovincia di Crotone
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L’attesa per i mondiali di calcio Fifa 2026 ha subito un freno per migliaia di furbetti dello streaming. La Guardia di Finanza di Crotone, muovendosi nel mondo digitale, ha individuato infatti tre centrali di smistamento del segnale Iptv, il cosiddettopezzotto. Le operazioni, condotte nella città pitagorica, hanno svelato una rete clandestina, gestita da quattro italiani, che offriva un accesso illegale ai contenuti blindati delle emittenti a pagamento come Sky, Dazn, NowTv, Netflix, Disney+ e Spotify.

La traccia dei soldi

Nulla sarebbe emerso senza il lavoro degli investigatori che hanno analizzato flussi finanziari anomali. Le segnalazioni per operazioni sospette, giunte dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma, hanno attivato i controlli.

I finanzieri hanno così scoperto molti bonifici con la causale esplicita “Ibo Player Pro”, un software usato per decodificare le trasmissioni pirata su televisioni e telefoni. Una disattenzione che ha permesso di mappare la struttura criminale e seguirne i profitti.

La piramide invisibile

L’organizzazione era strutturata come una vera azienda commerciale con ruoli ben definiti e una gerarchia rigida. In cima alla piramide operavano i fornitori principali, definiti dagli esperti come Head-Provider, responsabili dei server sorgente.

Subito sotto si posizionavano i Reseller, intermediari commerciali diffusi sul territorio nazionale che compravano i pacchetti per rivenderli al pubblico. Alla base c’erano i clienti finali, attratti da abbonamenti illeciti i cui prezzi oscillavano da 10 a 40 euro mensili.

I clienti finiti nei guai

Le indagini tecnologiche hanno permesso di identificare ben 2769 utenti residenti in 43 province italiane. I clienti ricevevano persino un servizio di assistenza tecnica in caso di guasti, esattamente come se si trattasse di un’azienda del tutto legale.

Per loro la convenienza del risparmio si trasformerà presto in un amaro verbale, poiché nei prossimi giorni riceveranno sanzioni amministrative che partono da 154 euro e possono arrivare anche fino a 5mila euro per i casi di recidiva.

Il tesoro sequestrato

L’operazione – coordinata dal Procuratore della Repubblica di Crotone Domenico Guarascio – ha inflitto un colpo al giro d’affari illegale.

I quattro presunti responsabili sono stati denunciati per violazione del copyright e autoriciclaggio, avendo reinvestito circa 650mila euro in moneta virtuale e nell’economia legale.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito un decreto di sequestro d’urgenza per l’intero valore dei beni accumulati, firmando un grande intervento in Calabria.

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