Polistena, De Magistris si presenta in un libro-intervista

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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Ha aperto l’affascinante e suggestiva pagina di Leonida Repaci “Quando fu il giorno della Calabria” – sintesi estrema sotto ogni profilo di questa affannata terra che rincorre un’identità sempre più fuggente – l’incontro politico-culturale con cui l’ex magistrato Luigi De Magistris ha presentato il suo lavoro letterario “Giustizia e Potere” libro-intervista di Sergio Nazzaro all’europarlamentare eletto nelle fila di Italia dei Valori.

Introdotto da Giovanna La Terra, attuale Portavoce Provinciale di Reggio Calabria dell’IDV con la relazione di Domenico Ceravolo, Sindaco di Laureana di Borrello, prossimo candidato alla competizione regionale del partito di Di Pietro.

Un quadro critico quello che ne viene fuori dall’analisi dei relatori che disegna lo stesso come magistrato scomodo e ostacolato, “costretto” ad abbandonare la magistratura, proprio da quei rapporti distorti e deviati tra giustizia e potere che opprimono la Calabria ed il Sud in generale, rispondendo, di fatto, a quanti accusano l’ex magistrato di essersi servito della magistratura per passare alla politica.

Un lavoro, dice Ceravolo, dove si scopre che le aspettative di De Magistris non sono giustizialiste, ma cariche di speranza che questa terra possa ancora farcela. Ne denuncia con coraggio gli intrecci, le collusioni, le connivenze tra politica e ndrangheta, tra i poteri occulti delle associazioni deviate vera cinghia di trasmissione della nostra terra. Quelli, dice, che le scelte le fanno nei salotti e non nei luoghi istituzionali. Discorso ad ampio raggio quello di De Magistris che focalizza l’attenzione sul potere informativo che induce la gente a sottostimare la mortificazione della giustizia, vedi lodo Alfano, processo breve, legittimo impedimento, così continuando i processi saranno solo materia di studio e tutto questo a favore di uno solo.

E’ necessario un ritorno alla Costituzione, alla politica non delegata al singolo, ma che torni ad essere organizzata anche nel dissenso sin dalla base, che scenda in piazza e si faccia sentire. Non può esserci altra soluzione se non politica dice De Magistris, che liberi i cittadini calabresi da quello stato di bisogno alimentato con il miraggio del lavoro, delle grandi opere pubbliche serbatoi di soldi pubblici strumento di controllo del voto. Ecco, quindi, quanto è necessario che la Calabria si riappropri del suo valore insito e ne sfrutti le potenzialità del territorio.

Salvatore Larocca

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