Polistena. Tribunale salva azienda da interdittiva: disposto controllo giudiziario

in Cronacaprovincia di Reggio Calabria
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La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, presieduta da Maria Militello con estensore Fabio Lauria, ha accolto l’istanza presentata dalla difesa dell’impresa individuale Teresa Marcone di Polistena. La storica realtà agricola della Piana di Gioia Tauro, attiva da trent’anni nell’apicoltura e negli agrumi, è stata ammessa al controllo giudiziario per un anno, con la sospensione degli effetti dell’informazione antimafia interdittiva emessa dalla Prefettura di Reggio Calabria il 9 marzo scorso. “Un’impresa non si espelle dal mercato per i soli legami familiari della sua titolare, quando in trent’anni di attività non è mai emersa una sola anomalia gestionale, contabile o finanziaria”, viene sottolineato nel provvedimento.

La paralisi sventata

L’interdittiva prefettizia era fondata su elementi personali e familiari e non su accertamenti di infiltrazione. Il provvedimento aveva innescato la decadenza dai benefici della Domanda Unica Pac, la revoca del sostegno comunitario all’apicoltura, richieste di restituzione per quasi 33 mila euro e l’iscrizione al registro debitori.

Per l’impresa, unica fonte di sostentamento della titolare, donna incensurata e mai indagata, la situazione rischiava di portare alla chiusura prima del giudizio del Tar.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco Giuseppe Formica e Vincenzo Melara del Foro di Palmi, ha così attivato l’articolo 34-bis del Codice antimafia.

Le motivazioni del Collegio

Il Collegio, con il parere favorevole del Pubblico Ministero espresso all’udienza del 22 luglio, ha condiviso la tesi difensiva. Non vi sono indizi di agevolazione della criminalità, la titolare è estranea a influenze illecite e i familiari svolgevano un ruolo «assolutamente marginale e precario».

Il Tribunale ha inoltre superato l’idea che la ditta individuale non sia bonificabile. I legali hanno commentato: «È una decisione che restituisce equilibrio al sistema. La prevenzione antimafia non può risolversi nella distruzione di realtà economiche sane: quando il rischio è meramente relazionale e l’azienda è pulita, l’ordinamento offre strumenti di vigilanza e di recupero, non di espulsione. Questo decreto dimostra che la legalità si difende anche salvando il lavoro di trent’anni di un’imprenditrice onesta».

Prospettive e prossimi passi

L’azienda proseguirà ora le attività sotto la vigilanza del Giudice Delegato e dell’Amministratore Giudiziario, rispettando prescrizioni su tracciabilità, trasparenza e regolarità del lavoro proposte dalla difesa tramite un protocollo di legalità.

Resta pendente davanti al Tar Calabria il giudizio di merito sull’interdittiva, mentre il Tribunale ha fissato al 7 luglio 2027 l’udienza per la valutazione della misura.

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