Protocollo d’Intesa siglato tra Liceo Classico e artistico di Rossano

in Attualitàprovincia di Cosenza
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Promuovere e sviluppare iniziative di collaborazione e di consultazione permanente al fine di realizzare attività programmatiche nella scuola e per la scuola volte a divulgare i valori espressi nella Costituzione Repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale. Realizzare iniziative inserite all’interno delle celebrazioni del 70° anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione, promuovendo percorsi tematici di riscoperta della memoria e la divulgazione dei valori fondanti la Costituzione Italiana.

Sono, questi, alcuni degli obiettivi previsti nel Protocollo d’Intesa siglato nei giorni scorsi tra Liceo Classico, Artistico e Scientifico di Rossano e l’Associazione “I Rossanesi nel Mondo, Gennarino Scorza – Croce al Merito di Guerra e Medaglia d’Onore”, dal titolo “Creare una sinergia volta alla formazione storica, dalla documentazione alla ricerca, per lo sviluppo di un modello di cittadinanza attiva”.

A sottoscrivere il documento, in occasione della presentazione della mostra “Venti mesi fra i reticolati” esposta nei corridoi del Classico, sono stati Adriana GRISPO, dirigente del Liceo Classico Scientifico ed Artistico e Mario SCORZA, presidente dell’Associazione “I Rossanesi nel mondo”. All’iniziativa, coordinata da Lenin MONTESANTO ed impreziosita dal contributo delle classi quinte delle sezioni A, B e C, coordinate dal docente Daniele GAROFALO, sono intervenuti anche il Prof. Francesco FILARETO, il Preside Narciso SIMONETTI e Achiropita SCORZA, vice presidente dell’associazione “I Rossanesi nel Mondo”.

Una bella pagina di storia, di cittadinanza attiva e di partecipazione democratica. Scritta insieme, in quella che resta una scuola d’eccellenza: il Liceo Classico. E con un forte messaggio condiviso da alunni di oggi e di ieri, presenti alla riuscita iniziativa: che i buoni non vadano mai in vacanza e che il silenzio e l’omertà non siano più concause, nella piccola e nella grande Storia, dell’affermarsi di movimenti anti umani e distruttivi, così come sono stati il fascismo ed il nazismo. Ma così come sono le stesse mafie. Dalle grandi guerre dei secoli scorsi ai nuovi e diversi conflitti contemporanei, regionali ed internazionali, conserva immutati significato e valore il diritto di resistenza.

È stato, questo, il leit motiv del momento di approfondimento e dibattito con gli studenti delle tre quinte liceali, in particolare sul ruolo della Chiesa Cattolica e sul silenzio di Papa Pio XII, sulla Resistenza e su quella meridionale in particolare e sulla tragedia delle Foibe.

Emozionato ed emozionante l’intervento di Mario SCORZA che ha dedicato l’impegno dell’associazione e dell’istituzione scolastica, in occasione dell’8 Marzo, giornata internazionale per i diritti della donna, ad Olga Benario, una tedesca – ha detto – che resistette e morì. Comunista ed ebrea, la Benariofu espulsa nel 1936 dal Brasile e consegnata in Germania alle autorità naziste le quali, dopo una lunga prigionia nel principale lager femminile di Ravensbruck, la uccisero nella camera a gas del lager di Bernburg.

Non c’è speranza – ha detto Franco Filareto, parafrasando Pablo Neruda – che non si nutra di indignazione e di coraggio. Come quelli dimostrati da Olga BENARIO e dal rossanese Gennarino SCORZA che insieme ad altri seicento mila militari italiani disse no al fascismo, venendo immediatamente deportato nei campi di internamento tedeschi, rifiutandosi fino alla fine di continuare a combattere, così come era loro concesso in cambio della vita, a fianco dei tedeschi e dei repubblichini di Salò. Quella di Gennarino Scorza- ha aggiunto – è una delle tante microstorie senza le quali non potremmo mai riappropriarci della grande Storia.

Manifestazioni come questa – ha concluso la Dirigente Adriana Grispo – non nascono per caso. La Scuola della Repubblica deve continuare a facilitare queste iniziative, sintesi di sinergie con il mondo dell’associazionismo culturale locale. Deve aprirsi al territorio. Ed evitare – ha concluso – che nell’indifferenza di quanti dovrebbero indignarsi, prevalgano spinte revisioniste

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