Qualità della vita: Milano prima, Crotone penultima. Male anche le altre calabresi

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La 27ª edizione della ricerca, realizzata in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, conferma il gap tra province del Centro-Nord e Sud e Isole

Catanzaro si posiziona al 92° posto: in confronto al 90° dell’anno precedente si rileva quindi un lieve arretramento, con la perdita di due posizioni. In discesa anche Vibo Valentia, che si attesta al 94° posto, tre posizioni in meno del 2024. Seguono: Cosenza col 104° posto (-7 dall’anno precedente); Reggio Calabria al 105°, che risale, anche se di un solo gradino; e Crotone che finisce al 106° posto, scendendo di ben cinque posizioni.

I fattori e le macro categorie

È quanto emerge dall’indagine ItaliaOggi-Ital Communications, che in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, ogni anno, da ben 35 anni, cioè dal lontano 1990, pubblica la classifica sulla Qualità della vita nelle 107 province italiane.

Un report che viene messo a punto tenendo in considerazione diversi fattori tra cui salute, sicurezza, reddito, cultura o istruzione.

Sono però ben 92 gli indicatori presi in esame e suddivisi in nove macro-categorie: “Affari e lavoro”, “Ambiente”, “Istruzione”, “Popolazione”, “Reati e sicurezza”, “Reddito e ricchezza”, “Salute”, “Sicurezza sociale” e “Turismo e cultura”.

Alla provincia con il posizionamento migliore vengono assegnati mille punti, zero a quella peggiore. Le 107 province, a seconda del loro punteggio, vengono poi divise in quattro gruppi: “Buona”, “Accettabile”, “Discreta”, “Insufficiente”.

Bene quasi il 60% dei territori

Quest’anno la qualità della vita in Italia è risultata buona o accettabile in 62 province su 107, in lieve flessione rispetto agli ultimi tre anni: erano 63 nel 2023, 64 nel 2022 e 63 nel 2021.

La maggior parte di queste è localizzata nel Nord Italia, con qualche eccezione – è il caso della Toscana, dell’Umbria, delle Marche e del Lazio.

Nella categoria “Affari e lavoro” – calcolata su una media tra tasso di occupazione e disoccupazione, imprese registrate e cessate – più di 7 province su 10 hanno un punteggio che supera i 500 punti, e solo 20 sono considerate insufficienti.

La stessa tendenza si ritrova nella categorie “Reati e Sicurezza” con 17 insufficienze, e “Sicurezza sociale”, con 21 insufficienze.

Le difficoltà strutturali del Paese

In tutte le altre categorie emergono le difficoltà strutturali del Paese, e decade anche la classica divisione tra Nord e Sud: nella categoria “Popolazione” più del 50 per cento delle province sono sotto la media: si fanno pochi figli, c’è un alto tasso di mortalità e il saldo migratorio non riesce a compensare questi numeri.

Nella categoria “Turismo, intrattenimento e cultura”, introdotta quest’anno, solo 11 province sono sopra i 500 punti. Tra queste ci sono molte grandi metropoli culturalmente attrattive, come Milano, Roma, Torino, Venezia, Firenze e Bologna, mentre tutte le altre non riescono a raggiungere offerte adeguate in termini di servizi turistici e culturali, a causa del numero limitato di musei, biblioteche, eventi culturali e strutture ricettive, tra le altre cose.

Milano e Bolzano al top

Tornando alla classifica generale, non a caso è proprio Milano a conquistare nuovamente il primo posto, con ottimi risultati nella dotazione di servizi, reddito, gestione delle infrastrutture, vitalità del tessuto produttivo, seguita da Bolzano e Bologna.

Rispetto allo scorso anno, per Milano e Bolzano si tratta di una conferma, mentre migliora Bologna che sale di una posizione. Due passi indietro, invece, per Monza e della Brianza, mentre si segnala un significativo avanzamento in graduatoria di Rimini e Ascoli Piceno, rispettivamente al 12° e 15° posto, con oltre venti posizioni guadagnate rispetto al 2024.

Ancora in fondo alla classifica Caltanissetta (107ª), preceduta da Crotone (106ª), e Reggio Calabria (105ª). Da rilevare, in negativo, Foggia, che passa dalla 93ª alla 104ª posizione in classifica, Pordenone dalla 9ª alla 23ª e Gorizia dalla 26ª alla 52ª.

Il divario tra Centro-Nord, Sud e Isole

L’indagine conferma anche per il 2025 la frattura esistente tra il Centro-Nord e l’Italia meridionale e insulare. Nelle regioni del Mezzogiorno, inoltre, restano significative aree di disagio sociale e personale.

La qualità della vita nelle province del Nord-Ovest risulta in leggero arretramento (19 province su 25 sono nei due gruppi di testa – qualità buona e accettabile – 2 in meno rispetto alla passata edizione).

Una situazione opposta caratterizza il Nord-Est, mentre nell’Italia centrale si registra un lieve miglioramento. Per le province dell’Italia meridionale e insulare, soltanto L’Aquila si classifica nel gruppo 2 (qualità della vita accettabile), contro le due (Pescara e Teramo) censite lo scorso anno.

La dimensione Affari e lavoro

Gli indicatori della dimensione “Affari e lavoro” riportano informazioni sul mercato occupazionale, sulle imprese, sull’importo dei protesti per abitante e sulla incidenza di startup e Pmi innovative

Bolzano si classifica al primo posto come nelle tre passate edizioni, seguita da Firenze (che si trova al quarto posto) e che scala ben 16 posizioni rispetto allo scorso anno. A seguire Prato, Padova e Trento.

In coda alla classifica troviamo esclusivamente province dell’Italia meridionale e insulare: AgrigentoSiracusa e Napoli.

La dimensione Ambiente

La dimensione dell’ambiente è articolata in due sottodimensioni: quella negativamente associata alla qualità della vita comprende indicatori di impatto ambientale, mentre nella sottodimensione positiva figurano anche variabili il cui andamento può essere messo in relazione con le azioni degli amministratori locali.

È ancora Bolzano in vetta: apre la classifica della qualità ambientale, seguita da Bologna, Bergamo e Reggio Emilia. Nelle 19 posizioni di testa figurano 6 province del Nord-Ovest; 12 province del Nord-Est e Macerata in rappresentanza dell’Italia centrale. In coda si confermano anche per il 2025 Palermo e Catania.

La dimensione Reati e sicurezza

Ascoli Piceno apre la classifica della dimensione relativa a reati e sicurezza, scalando dieci posizioni rispetto allo scorso anno. Seguono nell’ordine Oristano, Potenza, Matera e Treviso.

L’analisi dei risultati rilevati in questa e nelle passate edizioni denota una sostanziale stabilità del quadro relativo alla sicurezza. Infatti, anche quest’anno le province in cui la sicurezza è risultata buona o accettabile ammontano a 65, dato in linea con quello delle ultime sette edizioni dell’indagine, un risultato quindi stabile nel tempo e molto positivo.

In coda troviamo Roma, Trieste, Firenze e, ultima, Milano.

La dimensione Sicurezza sociale

Per il 2025, nella dimensione della sicurezza sociale sono stati sostituiti 5 dei 12 indicatori in cui si articola. È subentrato il dato relativo ai NEET (percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati né in percorsi di istruzione o formazione, né nel mondo del lavoro).

Al posto dei 4 indicatori rimossi troviamo: omicidi stradali ogni 100 incidenti stradali, dai morti per abuso di alcol per 100 mila abitanti, dai morti per abuso di sostanze stupefacenti per 100 mila abitanti e, infine, dall’indice di affollamento carcerario.

La provincia che quest’anno apre la classifica è Ascoli Piceno, seguita da Lodi, Prato, Siena Ragusa, mentre chiude quella del Sud Sardegna.

La dimensione Istruzione e formazione

Sono 6 gli indicatori della dimensione Istruzione e formazione: tasso di partecipazione alla scuola dell’infanzia, percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore, percentuale di persone di età compresa tra 25 e 39 anni con laurea o altri titoli, percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni coinvolte in attività di formazione permanente e la percentuale di studenti in possesso di adeguate competenze numeriche e alfabetiche.

Apre la classifica Bologna, confermando il piazzamento delle passate due edizioni dell’indagine. A seguire Milano, due province del Nord-Est, Udine e Trieste, e Ascoli Piceno in rappresentanza dell’Italia centrale. Chiudono Caltanissetta e, ultima, ancora una volta, Crotone.

La dimensione Popolazione

La struttura di questa dimensione di analisi è stata profondamente modificata nel 2022, con l’eliminazione della densità demografica; la sostituzione del numero medio di componenti del nucleo familiare con il numero medio di figli per donna; l’inserimento di 5 nuovi indicatori. 

Bolzano si conferma al primo posto, risultato che si ripete da undici anni a questa parte. A seguire si classificano nel gruppo di testa Trento, Brescia, Monza e della Brianza e Milano. In ultima posizione Sud Sardegna e Oristano.

La dimensione Sistema salute

A partire dal 2025, accanto alle sottodimensioni dei posti letto in reparti specialistici e della dotazione di grandi apparecchiature diagnostiche, è stata inserita la sottodimensione degli indicatori di attività ospedaliera, che tenta di catturare l’impatto della mobilità ospedaliera extraregionale sul sistema ospedaliero provinciale e la sua attrattività. 

Ancona apre la classifica, migliorando il terzo posto già conseguito lo scorso anno, seguita da Catanzaro, Siena, Pisa e Verona. Chiude la classifica la provincia del Sud Sardegna, che peggiora di una posizione.

La dimensione Turismo

Nella nuova dimensione turismo, intrattenimento e cultura apre la classifica Bolzano, seguita da Trieste, Rimini, Roma e Livorno.

Nel gruppo di testa sono comprese 17 province, contro le 14 censite lo scorso anno. Vi figurano, tra le altre, Milano, Imperia, Verona, Venezia, Gorizia, Ravenna e Forlì-Cesena, Firenze, Grosseto, Lucca. Chiude la classifica Enna.

La dimensione Reddito e ricchezza

A partire dalla presente edizione dell’indagine, la ricchezza matrimoniale pro capite è stata sostituita dai valori immobiliari (sottodimensione positiva), ed è stato inserito un nuovo significativo indicatore, rappresentato dal costo al mq per l’affitto di un immobile residenziale. 

Milano apre la classifica confermando i risultati ottenuti nelle cinque passate edizioni. A seguire nel gruppo di testa troviamo Bolzano, Firenze, Monza e della Brianza e Bologna. Chiude la classifica, come nelle sei passate edizioni, la provincia di Crotone.

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