Martedì prossimo, 20 gennaio, alle 17, il Salone Cgil di Piazza della vittoria 7 a Cosenza diventerà il centro del dibattito democratico locale. In questa cornice verrà ufficialmente costituito il comitato provinciale denominato Società civile per il no al referendum costituzionale.
Protagonisti dal basso
L’iniziativa nasce dalla spinta di cittadini, associazioni, studenti e lavoratori che sentono l’urgenza di tutelare l’equilibrio della nostra Costituzione.
Il comitato non si presenta come un organismo chiuso, ma come uno spazio aperto e indipendente, pensato per chiunque desideri difendere i principi fondamentali dello Stato attraverso una partecipazione attiva e informata.
Questo nuovo soggetto collettivo rivendica con forza la propria natura orizzontale. È un luogo che nasce dal basso, privo di etichette politiche o steccati ideologici, ma che non intende affatto restare neutrale.
I promotori dichiarano apertamente di essere schierati dalla parte della partecipazione e della pluralità. L’obiettivo è trasformare semplici spettatori in protagonisti, offrendo una casa comune a quei pensionati e giovani che non vogliono subire passivamente decisioni calate dall’alto, ma intendono analizzare criticamente ogni passaggio della riforma proposta.

Il valore del No
Per il comitato, il prossimo appuntamento referendario non rappresenta affatto un dettaglio tecnico, bensì un passaggio cruciale per la libertà del paese.
“Il nostro no non è un rifiuto del cambiamento. È, al contrario, un atto di responsabilità” spiegano gli attivisti, sottolineando come la difesa dell’equilibrio tra i poteri sia l’unica barriera contro possibili derive autoritarie.
Il timore principale riguarda la riduzione degli spazi democratici e l’indebolimento del Parlamento, che verrebbe sacrificato in favore di interventi affrettati e poco condivisi.
Impegno sul territorio
Il percorso che inizia martedì prossimo a Cosenza sarà caratterizzato da un’intensa attività di mobilitazione. Sono già in cantiere assemblee nei quartieri, incontri nelle scuole e momenti di confronto diretto nei luoghi di lavoro.
L’intento è quello di smontare punto per punto la riforma, evitando che il dibattito venga semplificato o manipolato mediaticamente.
Sarà una sfida di impegno civile volta a ricostruire quel senso di comunità e responsabilità collettiva necessario per proteggere i pilastri della nostra democrazia.































