Il tema della riforma della giustizia torna prepotentemente al centro dell’agenda politica grazie alle recenti dichiarazioni di Marina Berlusconi rilasciate al quotidiano La Repubblica. L’intervento della presidente di Fininvest ha trovato una sponda immediata in Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia. Secondo il governatore, le riflessioni della manager avrebbero il pregio di riportare il confronto “su un binario di serietà e responsabilità”, sottraendolo “alle solite logiche da derby e alle contrapposizioni ideologiche che per troppi anni hanno bloccato ogni tentativo di cambiamento”.
Il garantismo
Per Occhiuto, la trasformazione del sistema giudiziario non deve essere vissuta come una battaglia di parte, ma analizzata esclusivamente nel merito delle proposte.
Gli obiettivi di chi è a favore del Sì, compreso il governatore della Calabria, “sono quelli di migliorare il funzionamento delle nostre istituzioni, rafforzare i principi dello Stato di diritto e del garantismo, assicurare sempre di più la centralità del giudice terzo”, ha dichiarato il vice segretario azzurro, sottolineando come la giustizia debba diventare “più vicina alle reali esigenze dei cittadini”.

Verso le urne
La posta in gioco è alta, specialmente in vista dell’appuntamento referendario ormai prossimo, fissato per il 22 e 23 marzo. I punti cardine toccati da Roberto Occhiuto riguardano la separazione delle carriere, il superamento del correntismo all’interno del Csm e il contrasto alla politicizzazione della magistratura.
“L’Italia ha bisogno di una giustizia più giusta, moderna ed europea. Questa riforma rappresenta un passo decisivo in questa direzione”, ha concluso il governatore, invitando tutti a ragionare esclusivamente nell’interesse generale del Paese.



























