Reggio, presidio di Avs all’ospedale: “diritto alla salute è praticamente cancellato”

in Politicaprovincia di Reggio Calabria
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«Il diritto alla salute, in Calabria, è praticamente cancellato». È l’accusa lanciata da Fernando Pignataro, segretario regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, nel corso del presidio pubblico svoltosi a Reggio Calabria davanti ai reparti del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

Secondo Pignataro, la proroga concessa ai medici prossimi alla pensione rappresenta una misura tampone che non affronta i problemi strutturali della sanità calabrese. «Finché resterà in vigore il piano di rientro – ha spiegato – non ci saranno le condizioni per assumere personale e intervenire in modo incisivo su una situazione ormai drammatica».

Alla manifestazione hanno preso parte anche il segretario metropolitano di Avs Demetrio Delfino e Gerardo Pontecorvo di Europa Verde. Militanti e simpatizzanti hanno distribuito volantini ai cittadini, denunciando come la Calabria sia diventata “un laboratorio di disuguaglianza” e chiedendo un cambio di rotta.

Nel mirino del movimento c’è anche la gestione commissariale della sanità regionale. Per Pignataro, superare formalmente il commissariamento senza risolvere il debito non cambierebbe la sostanza, ma solo la denominazione dell’incarico oggi attribuito al presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Da qui la richiesta al Governo di dichiarare lo stato di emergenza sanitaria e di affrontare strutturalmente la crisi del sistema.

Tra le proposte avanzate da Avs, il rientro dei medici calabresi che lavorano all’estero, attratti da condizioni economiche migliori, e un piano di investimenti capace di valorizzare le professionalità già presenti, anche al Gom.

Delfino ha ribadito l’urgenza di assumere nuovo personale sanitario, non di ricorrere a soluzioni provvisorie, ricordando le promesse di nuovi ospedali e case di comunità finora rimaste sulla carta. Pontecorvo ha infine denunciato i bassi livelli dei Lea e l’emigrazione sanitaria che costringe ancora molti calabresi a curarsi fuori regione.

Dopo Reggio Calabria, la mobilitazione proseguirà con presidi davanti agli ospedali di Cosenza, Crotone, Polistena e Locri.

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