Regionali. Pd, candidato a governatore. Si fa avanti l’imprenditore Maurizio Talarico

in Politicaprovincia di Calabria
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Da un imprenditore che dice no ad un altro che si mette a disposizione del Pd per ricoprire il ruolo di candidato dem alla presidenza della Regione Calabria.

A rifiutare, poche ore fa, era stato l’editore Florindo Rubbettino (QUI), mentre a farsi avanti è ora ed invece Maurizio Talarico, definito il “re delle cravatte”, originario di Pizzo Calabro, nel vibonese, ma da una ventina d’anni traferitosi a Roma, dove ha fondato l’omonima azienda di produzione di cravatte, appunto.

L’imprenditore in pochi anni, nel suo settore, è divenuto così un punto di riferimento internazionale per l’eleganza maschile, vantando tra i suoi clienti diversi nomi noti: come l’ex presidente americano George Bush; o l’ex ministro Russo Igor Ivanov che – si narra – pare ami regalare le cravatte di Talarico a Vladimir Putin; ma anche personalità italiane del calibro di Berlusconi, Scaroni, Conti, Sarmi, Prodi o Letta.

Talarico ha confermato di non aver ancora sentito il segretario regionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, ma, ha spiegato, “la proposta di candidarmi arriva da lui, quindi non c’è dubbio sul sostegno del Pd”.

Premette però che la sua sarà una partecipazione alle elezioni “da civico”, ovvero con “una lista indipendente aperta a tutti i movimenti, le associazioni e i partiti che credono in un progetto che vedrà nella crescita e nella legalità i suoi due cardini principali”.

Apertura che Talarico estende anche ai 5 Stelle, ribadendo che il sostegno dei Pentastellati per lui rappresenterebbe “un valore aggiunto importante”, ritenendolo come “un movimento portatore di valori” che gli stanno a cuore: la legalità prima di tutto, sbotta, soprattutto per una regione come la calabria “che ha diritto a una classe dirigente sana e propositiva”.

L’imprenditore vibonese era strato già “spronato” a candidarsi, come egli stesso ha ammesso, dallo stesso Zingaretti ma che aveva dovuto dire no “esclusivamente per motivi aziendali”.

Poi il cambio d’idea: dopo il rifiuto di Rubbettino afferma di aver sentito “il dovere morale e civile di ripensarci” e dunque di mettersi “al servizio della mia terra”.

“Non la voglio regalare a forze che nel passato – ha precisato infatti Talarico all’AdnKronos – l’hanno calpestata e vilipesa, né la voglio consegnare a nuovi barbari”. Poi un richiamo a “tutte le forze migliori ad unirsi in un’alleanza civica”.

Quanto alla campagna elettorale, l’imprenditore parla già da candidato in pectore del Pd: “Il primo obiettivo – afferma – è convincere il ‘partito di maggioranza’ in Calabria, cioè quello del non votoe garantisce che inizierà subito a lavorare sul programma “con la mia squadra, cominciando dai ‘punti al presente’, ossia da una serie di azioni realizzabili nell’immediato che possano dare risposte rapide ed efficaci a persone finora rimaste deluse dalla politica”.

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