“La Provincia di Cosenza continua ad essere fortemente vicina e solidale ai docenti, ai non docenti ed al personale ATA che, da giorni, stanno protestando a Roma e presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Cosenza per difendere il proprio posto di lavoro”
E’ quanto affermano, in una nota, il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e l’assessore all’edilizia scolastica ed alla pubblica istruzione, Pietro Ruffolo.
“Rispetto a questo tema – proseguono Oliverio e Ruffolo – un ente come la Provincia riveste un ruolo ed una funzione notarile e, quindi, può fare ben poco, ma non possiamo sottacere che in Calabria continua a franare il tessuto idrogeologico e sociale sotto la scure di un Governo antimeridionalista e leghista che continua a far di tutto per penalizzare la nostra regione e l’intero Mezzogiorno.
Questa riforma della scuola, che potrebbe trasformarsi in una polveriera, non è condivisa da nessuno e la Calabria potrebbe non sopportare un’ ulteriore pesante valanga di sacrifici sociali.
La propaganda sul riconoscimento del merito di cui tanto si erano vantati i ministri del Governo-Berlusconi si è dissolta come neve al sole, in un nulla parolaio e demagogico.
Il 30% delle risorse sottratte alla scuola con la Legge n° 133, che comporta un taglio netto di oltre 130 mila posti di lavoro e di 8 miliardi di euro e che doveva servire a premiare i docenti più bravi, è stato vanificato dal blocco dei contratti che impedisce gli aumenti e fa registrare un vero e proprio accanimento sul mondo dei docenti, con effetti che potrebbero avere conseguenze devastanti e permanenti”.
“Chi “taglia” risorse alla scuola – aggiungono Oliverio e Ruffolo – taglia il futuro dei nostri figli e colpisce in maniera indiscriminata anche i docenti in servizio, trattando la scuola in maniera punitiva rispetto al resto del pubblico impiego.
Ecco perché il prossimo anno scolastico in Calabria si aprirà all’insegna della incertezza e dell’emergenza educativa.
E’ vero che si registra una sofferenza un po’ ovunque, ma nella nostra regione il buio è sempre più buio perché la Calabria ha un sistema scolastico precario e frammentato e noi, pur volendo difendere la qualità e non le ore della scuola, non possiamo fare a meno di denunciare situazioni di criticità che vanno approfondite e rispetto alle quali il Governo non solo ha usato la mannaia effettuando tagli pesanti e indiscriminati ma, a quanto pare, ha tagliato addirittura quello che doveva essere spalmato in tre anni in un solo anno, mettendo scientemente il personale LSU ed il personale ATA gli uni contro gli altri, innescando così una vera e propria guerra tra poveri che potrebbe avere conseguenze devastanti su tutto il territorio regionale”.
“I nostri rappresentanti del Governo -proseguono il Presidente e l’Assessore della Provincia di Cosenza- sanno molto bene che la scuola rappresenta l’asse portante dell’unità nazionale e che essa non può essere scomposta in 20 piccole “patrie” o essere trattata alla stessa stregua di una semplice posta di bilancio.
Ciò è ancor più vero in una regione come la nostra, soprattutto alla luce di quanto sta avvenendo in queste ore a Reggio Calabria dove i poteri criminali hanno lanciato una sfida feroce allo Stato ed ai suoi rappresentanti”.
“Alcune aree del Paese -concludono Ruffolo e Oliverio- si riconquistano non con la repressione o con l’intervento dell’esercito, ma sviluppando un vasto tessuto sociale e culturale, creando lavoro ed occupazione ed investendo maggiori risorse soprattutto nel mondo della scuola, che rimane il presidio più alto e più significativo della presenza dello Stato nella nostra regione”.
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