Anche San Giorgio Albanese ha preso parte alla serata nazionale del Turismo delle Radici andata in scena domenica sera a Roma, nel piazzale della Farnesina. A rappresentare il Comune, guidato dal sindaco Gianni Gabriele, c’era la vicesindaca Elena Turano.
L’evento, promosso dal Ministero degli Affari Esteri, ha riunito amministratori, istituzioni e giovani italo-discendenti arrivati da vari Paesi del mondo. Al centro della serata, condotta da Serena Autieri, il progetto nato nel 2022 per avvicinare l’Italia agli oltre ottanta milioni di italiani e discendenti all’estero, invitandoli a riscoprire i luoghi da cui partirono le loro famiglie.
Per San Giorgio Albanese, borgo arbëresh della Sibaritide che custodisce lingua, rito bizantino-greco e un forte legame con le comunità emigrate, la presenza alla Farnesina ha avuto un significato particolare. Il Comune guarda infatti al turismo delle origini come a una possibilità concreta di sviluppo e di promozione del territorio.
A margine dell’evento, Elena Turano ha avuto modo di confrontarsi con funzionari ministeriali e con i consoli italiani arrivati a Roma da diverse parti del mondo. Un’occasione utile per rafforzare relazioni e prospettive, in un quadro più ampio sostenuto anche da risorse del Pnrr e da fondi destinati alla valorizzazione di borghi e percorsi turistici del Centro-Sud.
«La nostra è una storia di partenze, ma anche di radici che non si sono mai spezzate», fa sapere l’amministrazione comunale. «Portare il nome di San Giorgio Albanese in un contesto come quello della Farnesina significa rivendicare il valore di ciò che siamo. I figli e i nipoti di chi è emigrato possono tornare, e in quel ritorno c’è un’occasione di crescita per tutto il paese».
Non si tratta, però, di un percorso improvvisato. Negli ultimi anni il Comune ha già costruito una rete di iniziative di valorizzazione, dalla Java Arbëreshe agli scambi con l’Albania, fino alle feste identitarie e gastronomiche legate ai prodotti locali. Ora, su questo terreno, si innesta una nuova prospettiva nazionale.
«Vogliamo essere protagonisti di questo processo, non spettatori», conclude l’amministrazione.


























