Il 12 febbraio scorso è stato una data spartiacque per la sanità. Il presidente Ivas, Fulvio Pinelli, ha incontrato il Ministro della Salute per inaugurare un dialogo istituzionale volto a una riforma organica nella gestione degli accessi vascolari. Un confronto necessario che ha trovato nel dicastero un interlocutore attento e disponibile a un percorso condiviso. In questo solco si inserisce con forza la Calabria, dove il referente regionale Gianluigi Aloia chiede ufficialmente l’istituzione di un Team accessi vascolari in ogni Azienda ospedaliera.
Competenze e innovazione
La gestione degli accessi non è più una procedura di routine, ma una colonna portante della pratica clinica in settori delicati come Oncologia, Anestesia rianimazione e Medicina perioperatoria.
Come sottolinea Aloia, si tratta di interventi mini invasivi fondamentali sia in ospedale che nelle cure territoriali. “Il campo degli accessi vascolari sta attraversando una vera e propria rivoluzione ed oggi occorrono scelte strategiche che coinvolgano i bisogni dei pazienti e professionisti sanitari appositamente preparati”, spiega il referente Ivas, evidenziando la necessità di standardizzare i modelli organizzativi per garantire equità e qualità delle cure.
La sfida nella nostra regione
La Calabria non vuole restare a guardare ed è pronta a fare la sua parte per un sistema sanitario più sicuro e strutturato. Il primo passo concreto è già stato compiuto con la richiesta di un incontro al commissario dell’Azienda ospedaliera e dell’Asp di Cosenza, il dottor De Salazar.
Il confronto sarà il punto di partenza di un tour che toccherà tutte le restanti province calabresi, portando la discussione tecnica e politica su un tema che riguarda da vicino la sicurezza dei pazienti e l’efficienza dei professionisti sul campo.































