Sanità. Dulbecco: conti risanati e cure d’eccellenza. l’Aou pilastro per assistenza e ricerca

in Saluteprovincia di Catanzaro
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A tre anni dall’avvio del processo di fusione tra le vecchie realtà Pugliese Ciaccio e Mater Domini, la neonata Azienda Ospedaliero Universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro ha raggiunto la piena maturità produttiva e organizzativa. Il commissario straordinario Simona Carbone ha tracciato un bilancio lusinghiero per l’anno 2025, definendo la struttura come “un punto di riferimento per l’intero meridione”. L’azione sinergica portata avanti in totale collaborazione con il magnifico rettore dell’Università Magna Graecia, il professore Giovanni Cuda, ha saputo unire l’assistenza sul territorio con la didattica e la ricerca scientifica.

I numeri del successo

I dati economico-finanziari del consuntivo 2025 certificano un cambio di passo storico sul fronte della gestione delle risorse. La produzione della Azienda Ospedaliero Universitaria è cresciuta sensibilmente, registrando un incremento dei ricavi di circa 20 milioni di euro rispetto al 2024, grazie al forte aumento dei ricoveri e degli interventi chirurgici.

A fronte di costi della produzione pari a 415.515.704 euro, la struttura ha fatto registrare ricavi complessivi per 423.523.832 euro, con un saldo positivo di 8.008.128 euro. Crolla così la precedente perdita d’esercizio, che passa da ben 37 milioni di euro a soli 3 milioni.

I poli di eccellenza

La struttura conta oggi su 855 posti letto di rete, di cui 739 già attivi, e garantisce risposte di altissima specializzazione agli ospedali spoke del territorio calabrese.

Nel ranking italiano spicca l’area cardiologica e cardiochirurgica, capace di produrre circa 5000 ricoveri con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente.

Di assoluto rilievo nazionale è anche il polo delle neuroscienze, che grazie alle sue unità di neurologia e interventistica neurovascolare cura le patologie cerebrovascolari acute, ponendo finalmente fine al doloroso fenomeno della migrazione sanitaria fuori regione per i pazienti locali.

Tecnologia e ricerca

L’area chirurgica ha garantito ben 9500 ricoveri di alta specializzazione, mentre il dipartimento materno infantile ha superato i 2000 parti all’anno, offrendo l’unica struttura pubblica calabrese per la procreazione medicalmente assistita fino al terzo livello.

Sul piano dell’aggiornamento tecnologico l’azienda vanta tre apparecchiature di risonanza magnetica da 3 Tesla, un caso unico in tutto il meridione d’Italia.

Gli investimenti hanno riguardato anche la digitalizzazione con l’introduzione della cartella clinica elettronica e l’unificazione informatica di tutti i blocchi operatori delle sedi del Pugliese e di Germaneto.

Assunzioni e nuove sfide

La svolta dell’hub si riflette sulla grande capacità di attrarre professionisti sanitari e accademici all’interno dei propri reparti. La dotazione organica ha superato i 3200 operatori attivi, tra cui figurano 682 dirigenti sanitari e 127 docenti universitari impegnati nell’assistenza, per un costo del personale salito a 181 milioni di euro.

La massiccia campagna di reclutamento ha portato all’assunzione nel triennio di circa 873 unità per garantire i livelli essenziali di assistenza. Il commissario Simona Carbone ha concluso spiegando che “i dati del 2025 dimostrano che la macchina non solo funziona, ma produce valore ed attrazione”.

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