Una nota stampa firmata da Mariaelena Senese e Walter R.E. Bloise per conto di UIL e UILFPL Calabria denuncia il pesante impatto dell’autonomia differenziata in un sistema già fragile. I segretari evidenziano che la Calabria accumula un debito di 326,9 milioni di euro l’anno a causa dei viaggi della speranza verso il Nord, alimentando un flusso economico che premia regioni come la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Veneto.
Barriere e costi sociali
Secondo Senese e Bloise, le carenze del servizio pubblico si traducono in una sistematica rinuncia alle cure per i cittadini più vulnerabili. Le difficoltà logistiche per raggiungere i presidi e le liste d’attesa spingono migliaia di calabresi a sostenere costi enormi per trasferte sanitarie, creando una discriminazione economica che colpisce duramente le aree interne e la popolazione anziana.
L’autonomia differenziata
L’allarme lanciato da Uil e UilFp Calabria riguarda il pericolo di una sanità a due livelli che frammenterebbe ulteriormente il Servizio Sanitario Nazionale. I sindacalisti temono che trattenere maggiori risorse nelle regioni più ricche acceleri la fuga di medici e infermieri dal Mezzogiorno, rendendo impossibile garantire i livelli essenziali di assistenza previsti dalla Costituzione.
Il rilancio territoriale
Oltre alla denuncia, Senese e Bloise sollecitano interventi strutturali per ricostruire la fiducia dei cittadini nel sistema regionale. Le richieste includono il potenziamento dei poli di eccellenza, la trasparenza nelle prenotazioni e il reinvestimento dei fondi della mobilità passiva nelle strutture locali, affinché il diritto alla salute non dipenda più dal luogo di residenza.




























