Esiste una linea sottile e amara che separa la realtà dei fatti dalla narrazione politica. Secondo Pasquale Tridico, europarlamentare e capo delegazione del Movimento Cinque Stelle a Bruxelles, la Calabria vive oggi una profonda scissione. Da una parte ci sono i cittadini che rinunciano alle cure, dall’altra una gestione regionale definita “farlocca”, costruita nei laboratori della propaganda. Il velo di Maya sarebbe caduto di fronte ai documenti ufficiali che sanciscono il definanziamento delle case della salute di San Marco Argentano e Cariati, segnando quello che l’esponente pentastellato descrive come un fallimento gestionale senza precedenti.

Promesse e fondi evaporati
La cronaca di questo stallo affonda le radici in impegni formali che sembravano certezze. Nel luglio 2022 veniva firmata la convenzione per la struttura di San Marco Argentano, ma mentre si facevano proclami, i termini per contrattualizzare i lavori scivolavano via.
L’Asp di Cosenza avrebbe infine rinunciato, citando criticità insuperabili. Il bilancio finale è pesante: 8 milioni di euro evaporati per la casa di comunità nella Valle dell’Esaro e circa 6 milioni per quella del Basso Jonio cosentino.
Per Tridico, queste cifre avrebbero potuto arginare una desertificazione sanitaria che costringe migliaia di persone a percorsi di assistenza sempre più accidentati.
I super poteri del comando
Sotto accusa finisce la concentrazione di ruoli nelle mani di Roberto Occhiuto. Il governatore, che riveste anche il ruolo di commissario ad acta per la sanità, avrebbe avuto leve di comando mai viste prima.
Eppure, nonostante questo “iper-presidenzialismo”, la vigilanza sui cronoprogrammi è mancata. Per l’ex presidente dell’Inps, definire queste opere come troppo complesse è un’offesa all’intelligenza dei calabresi: “Se queste realizzazioni sono ritenute insuperabili, come possiamo pensare di affrontare le sfide della medicina predittiva?”.
Il timore è che dietro la lentezza burocratica si nasconda una reale incapacità di trasformare la programmazione in cantieri aperti.

Un futuro senza schede
La gravità della situazione sarebbe confermata dalle risposte fornite in Consiglio regionale ai consiglieri Ferdinando Laghi e Rosellina Madeo.
Non solo sono andati persi i fondi della programmazione 2014-2020, ma non sarebbero state nemmeno predisposte le schede per il nuovo ciclo 2021-2027.
Le promesse di nuove coperture finanziarie vengono liquidate da Tridico come “moneta di nebbia”. Mentre l’hub di Cosenza scoppia, la regione collezionerebbe decreti di disimpegno.
La conclusione dell’europarlamentare è un monito: la Calabria non si governa con i video sui social o con gli slogan turistici, ma con la trasparenza e il monitoraggio costante di ogni singolo centesimo destinato alla salute dei cittadini.




























