Sanità. La Calabria prima in Italia per maggiore crescita dei Lea

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Un’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore a firma di Americo Cicchetti, professore di Organizzazione aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, evidenzia i progressi del Servizio Sanitario Nazionale. L’indagine, condotta dall’Officina di Health Policy e Management di Altems, incrocia i dati del Ministero della Salute con le rilevazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Ragioneria Generale dello Stato. L’obiettivo e capire chi spende bene e l’analisi mostra quello che non ci si sarebbe aspettati, come il fatto che la nostra regione abbia avuto la maggiore crescita Lea a parità di crescita della spesa, seguita dalla Liguria e dalla Lombardia.

I numeri del riscatto

I dati evidenzierebbero infatti un cambio di passo significativo nei Livelli Essenziali di Assistenza. La Calabria ha aumentato la spesa tra il 2020 e il 2024 di 314 euro a persona, ottenendo un incremento di 20 punti Lea, pari a un +46%.

Il costo sostenuto è stato di soli 16 euro per ogni punto guadagnato. Seguono la Liguria, con 305 euro in più per 17 punti incrementati, e la Lombardia, che con 258 euro ha registrato un progresso di 12.5 punti.

Nel gruppo delle prime otto realtà virtuose, quattro si trovano in piano di rientro da diversi anni, a dimostrazione che alcune aree del Paese stanno finalmente ritrovando il percorso idoneo per garantire standard adeguati ai cittadini.

Il confronto con i top

Dall’analisi emerge una dinamica articolata che riguarda anche i territori storicamente più avanzati. Cicchetti osserva come regioni tradizionalmente al vertice, quali Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna, risultino più indietro in questa graduatoria di miglioramento marginale.

Il Veneto, ad esempio, ha accresciuto il punteggio dell’11.3% con una spesa di 30 euro per ogni punto, la Toscana è salita del 7% spendendo 36 euro per punto, mentre l’Emilia-Romagna ha registrato un aumento del 3% spendendo 107 euro pro-capite in più.

Questo divario si spiega con la maggiore difficoltà nel progredire ulteriormente quando si parta già da livelli di efficienza e prestazione elevati.

Le nuove prospettive

I risultati ottenuti indicherebbero chiaramente che la ripresa della sanità pubblica richiede sforzi costanti e mirati. Come sottolinea Cicchetti, infatti, “è arrivato il momento di rivedere dal profondo il modello di governance del Ssn imboccando una strada che impone un concetto di convergenza più ampio, perché l’obiettivo da qui in avanti non è solo quello di ridurre le differenze tra le regioni nell’erogazione dei Lea ma è quello di farlo secondo modelli di gestione allineati alle migliori pratiche da ricercare anche dove non te le aspetti”. La sfida risiede ora nel mantenere questi ritmi di crescita e consolidare un sistema equo e sostenibile su tutto il territorio.

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