Il Gruppo Citrigno rinuncia al rilancio del Sant’Anna Hospital. La decisione, definita “inevitabile”, arriva al termine di un lungo e complesso percorso amministrativo e giudiziario che ha portato alla definitiva perdita dell’accreditamento sanitario della struttura. A renderlo noto è il presidente del gruppo, Alfredo Citrigno, spiegando come non sussistano più le condizioni per proseguire nel progetto di riattivazione dell’ospedale.

Il piano di riconversione
Negli ultimi mesi, Citrigno aveva lavorato a un piano di riconversione dell’autorizzazione sanitaria, puntando su attività ad alta specializzazione con l’obiettivo di rafforzare l’offerta sanitaria regionale e ridurre la cosiddetta mobilità passiva dei pazienti.
Il progetto, tuttavia, non avrebbe trovato terreno favorevole. Secondo quanto riferito dal gruppo, il regime commissariale della sanità calabrese e i vincoli del piano di rientro avrebbero impedito lo sviluppo di un confronto istituzionale utile a una valutazione concreta della proposta da parte del Dipartimento competente.
In questo contesto, si sarebbe determinata una “oggettiva impossibilità” di andare avanti. Il Gruppo Citrigno sottolinea di aver sostenuto l’iniziativa fino all’ultimo, anche attraverso investimenti economici significativi, mantenendo un atteggiamento di disponibilità e correttezza nei rapporti istituzionali.

Lo sguardo su nuovi progetti
Lo sguardo, ora, si sposta su nuovi progetti. Tra questi, il San Pietro Hospital, previsto all’interno del complesso sanitario di Via Tommaso Campanella, che rappresenta uno dei principali tasselli dei programmi di espansione del gruppo nel settore sanitario.
Nel tracciare un bilancio dell’esperienza, il gruppo esprime apprezzamento per la professionalità e il senso di appartenenza dimostrati dal personale del Sant’Anna Hospital, ringraziando anche le organizzazioni sindacali e gli organi coinvolti nella procedura.
Resta, infine, il rammarico per un’occasione mancata. Il progetto, secondo il Gruppo Citrigno, avrebbe potuto rappresentare un’importante opportunità di rilancio non solo sanitario, ma anche occupazionale e sociale per la città di Catanzaro.




























