Sapia (Cisl Cosenza) s’appella al Prefetto: “trasparenza per tirocinanti Comune Crosia”

in Attualitàprovincia di Cosenza
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La Cisl di Cosenza, insieme alla Felsa territoriale, esprime una netta contrarietà nei confronti del provvedimento firmato dal sindaco Aiello del comune di Crosia. L’atto in questione mette fine alle attività dei lavoratori impegnati nei percorsi dei tirocini di inclusione sociale, noti come Tis.

I percorsi interrotti

Sospendere ogni attività, causando disservizi e privando i lavoratori di qualsiasi sostegno economico, appare un’operazione incomprensibile e inverosimile a al Segretario Generale Michele Sapia, della Ust Cisl Cosenza, e a Domenico Lucente, Responsabile Territoriale Felsa Cisl.

La decisione giunge infatti in modo inatteso, specialmente dopo che la Felsa regionale aveva inviato una comunicazione formale per invitare l’amministrazione comunale a fornire chiarimenti sull’istanza presentata alla Cosfel per l’autorizzazione alle assunzioni dei tirocinanti.

Mentre in vari comuni della provincia di Cosenza si procede con la stabilizzazione di uomini e donne precari da decenni, a Crosia la direzione intrapresa sembra opposta.

Il Comune aveva in carico sei lavoratori impegnati nei percorsi di inclusione sociale secondo quanto previsto dal decreto dirigente generale 12824 del 2019.

Successivamente, la Regione Calabria aveva avviato le procedure per concedere un contributo economico finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di questi soggetti.

Con una delibera di giunta comunale, la numero 90 del 29 luglio 2025, l’ente aveva manifestato la volontà di procedere alla stabilizzazione, subordinando l’avvio delle selezioni al parere della Cosfel, essendo il comune in una condizione di riequilibrio finanziario.

Le mancate risposte

La situazione è precipitata il 5 dicembre scorso, quando ai lavoratori è stata notificata l’interruzione del tirocinio, giustificata da un presunto parere negativo della Cosfel.

Nonostante le ripetute richieste di chiarimento avanzate dal sindacato, non è ancora pervenuta alcuna risposta ufficiale da parte del sindaco Aiello o dell’amministrazione comunale.

La Cisl di Cosenza la Felsa Cisl, sottolineano che una mancanza di trasparenza che aggraverebbe una condizione già precaria per sei famiglie del territorio calabrese che attendevano una risposta definitiva sul proprio futuro occupazionale.

Davanti a questo silenzio, il sindacato ha deciso di rivolgersi alle istituzioni superiori prima di intraprendere ulteriori iniziative. È stata infatti inviata una dettagliata missiva al Prefetto di Cosenza, richiedendo un intervento istituzionale per verificare la correttezza delle procedure adottate dal comune di Crosia.

“Al sindaco e alla giunta comunale di Crosia non chiediamo assurdità o stranezze, ma pretendiamo chiarezza e trasparenza; esigiamo tutele e dignità per sei famiglie”, ribadiscono i rappresentanti sindacali.

“La tutela del lavoro non può essere sacrificata a causa di incertezze amministrative, ma richiede buon senso e un confronto responsabile che metta al centro la dignità delle persone coinvolte in questo lungo percorso di precariato”, concludono Michele Sapia e Domenico Lucente.

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