Il porto di Crotone, come noto, ha visto l’arrivo di 29 persone il 1 giugno scorso, seguito il 4 giugno da un secondo sbarco con altri 57 migranti. Ad accoglierli sulla banchina, oltre ai sanitari, anche gli agenti della Questura di Crotone, che hanno trasferito tutti i cittadini extracomunitari al Regional Hub di Isola Capo Rizzuto per le procedure di identificazione e assistenza necessarie dopo la difficile traversata in mare aperto.

Crotone, sbarcati 29 migranti soccorsi in acque internazionali
Le indagini sulle traversate
Mentre i migranti ricevevano le prime cure, la Squadra Mobile e i militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza pitagorica hanno avviato delle indagini serrate.
Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, gli investigatori hanno lavorato per ricostruire le complesse rotte libiche e turche usate per raggiungere le coste calabresi.
Nuovo sbarco a Crotone: in 57 in salvo dopo una settimana di navigazione
I racconti e i telefoni
Le testimonianze di alcuni degli stranierei si sono rivelate fondamentali e hanno fornito dettagli importanti per individuare tre presunti scafisti rispettivamente di origine sudanese, egiziana e siriana, ritenuti essere coloro che hanno condotto le imbarcazioni.
Le parole dei testimoni sono state poi confermate dall’analisi dei cellulari dei migranti, dove gli investigatori hanno trovato indizi preziosi sui ruoli ricoperti a bordo dai tre.

Il trasferimento in carcere
Sulla base dei forti indizi di responsabilità raccolti, gli stranieri identificati sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria e subito condotti nella Casa Circondariale di Crotone, dove resteranno a disposizione della Procura presso il Tribunale pitagorico.
Le attività investigative proseguono ora senza sosta per raccogliere ulteriori elementi e chiarire ogni dinamica della rete criminale.





























