Lo scorso mercoledì 18 marzo i Carabinieri di Cosenza hanno assestato un duro colpo alla criminalità locale eseguendo un decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Catanzaro. L’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia si è concentrata su un immobile nel centro storico di Cetraro, dove si ipotizzava la presenza di materiale illecito riconducibile a Luca Occhiuzzi. L’uomo, attualmente imputato per associazione mafiosa, è noto alle cronache per la latitanza terminata il 15 febbraio 2025, quando è stato arrestato dopo essersi sottratto a un’ordinanza per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.
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Le comunicazioni criptiche
Nonostante la detenzione presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, le indagini della Dda hanno rivelato che Occhiuzzi avesse un telefono cellulare e che lo usasse per scambiare informazioni d’interesse per il gruppo criminale di riferimento.
Analizzato lo smartphone sono emersi così dettagli ritenuti cruciali, tra cui il ripetuto riferimento a un cosiddetto “magazzino blu”. Nelle conversazioni con una giovane legata a lui sentimentalmente, l’uomo esprimeva infatti sollievo per il fatto che quel luogo non fosse ancora stato controllato dagli investigatori.
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Il tesoretto sequestrato
Le parole captate dai militari del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Paola hanno permesso di individuare con certezza i locali sospetti.
Nel pomeriggio del 18 marzo, così, i Carabinieri hanno fatto irruzione nel magazzino ritrovandoci e sequestrando denaro contante per quasi 40mila euro.
La somma si sospetta sia il provento di presunte attività delittuose ascritte all’indagato e al clan di appartenenza secondo l’ipotesi accusatoria.






























