La decisione del Polo Tecnico Professionale “Barlacchi-Lucifero” di Crotone di non consentire lo svolgimento di un’iniziativa di ricordo e commemorazione dei migranti scomparsi nel naufragio di Steccato di Cutro, innesca la polemica con le segreterie della Cgil e della Flc Cgil Calabria che etichettano l’accaduto come “un fatto grave e profondamente incomprensibile”.
La querelle del contraddittorio
L’iniziativa, promossa dalle Sigle, nasceva con l’intento di offrire alla comunità scolastica un momento di riflessione civile e umana su una delle più dolorose tragedie che hanno colpito il territorio, ma anche l’Italia, con 94 migranti morti, tra i quali anche 34 minorenni.
“Numeri che non sono statistiche, ma vite spezzate, famiglie distrutte, diritti negati” sbottano dalla Cgil sostenendo che la motivazione ufficiale addotta dall’Istituto sarebbe stata la “mancanza di contradditorio”, cosa che per i sindacati solleverebbe degli interrogativi “che non possono essere elusi”.
“Di fronte a una tragedia umana di tale portata – incalcano le segreterie – chi dovrebbe o potrebbe rappresentare il contraddittorio? Chi potrebbe legittimamente porsi in opposizione al ricordo di 94 persone morte in mare, tra cui decine di bambini?”

Il presidio di educazione civica
La Cgil e la Flc insistono sostenendo che scuola, per sua natura costituzionale, debba essere un presidio di formazione critica, di educazione civica, di costruzione della memoria collettiva e che, quindi, “negare uno spazio di riflessione su un evento che ha segnato profondamente la comunità crotonese e la coscienza democratica del Paese significa sottrarre agli studenti un’occasione preziosa di approfondimento, consapevolezza e responsabilità”.
“Ricordare non è un atto di parte. Commemorare non è propaganda. È un dovere morale e civile. È esercizio di umanità” affermano anche le Sigle che sostengono come la memoria delle vittime di quel tragico naufragio “non possa essere oggetto di bilanciamenti formali che ne svuotino il significato.
La richiesta avanzata dalla Cgil
La richiesta avanzata da Cgil e Flc Calabria era finalizzata a promuovere un momento di raccoglimento e confronto sui valori della solidarietà, dell’accoglienza, del rispetto della vita umana.
“Ci auguriamo che l’Istituto voglia riconsiderare la propria posizione, restituendo alla scuola il ruolo che le compete: luogo aperto al dialogo, alla coscienza critica e alla memoria condivisa. La tragedia di Cutro appartiene alla storia recente del nostro territorio. Ignorarla o trattarla come materia divisiva significa smarrire il senso più profondo della funzione educativa. La memoria non ha bisogno di contraddittorio. Ha bisogno di rispetto”, concludono le segreterie.






























