La storia della sanità calabrese cambia rotta in un pomeriggio romano che sa di libertà ritrovata. Il Consiglio dei Ministri, accogliendo la proposta avanzata da Roberto Calderoli, ha deciso di revocare ufficialmente il commissariamento. Non è solo un atto burocratico, ma la fine di un lungo iter amministrativo iniziato nel 2009. Il parere favorevole dei ministri Giancarlo Giorgetti (Economia) e Orazio Schillaci (Salute) ha suggellato un percorso che sembrava infinito, restituendo ai territori la responsabilità delle cure e dei bilanci.

La promessa mantenuta
Soltanto poche settimane fa, alla fine di marzo scorso, proprio il ministro Calderoli aveva tracciato la strada: “Ho posto il tema al tavolo del Governo e proposto di arrivare alla soppressione del commissariamento nel corso delle prossime tre settimane”, aveva dichiarato.
Quell’impegno, sostenuto con convinzione dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è diventato realtà nella serata di oggi, mercoledì 9 aprile.
Un lavoro di squadra tra i ministeri dell’Economia e della Salute che ha permesso di chiudere una ferita aperta da circa diciassette anni, segnata da debiti e inefficienze.

Il ruolo di Occhiuto
Al centro di questa transizione c’è la figura di Roberto Occhiuto. Il presidente della Regione era stato confermato commissario ad acta nell’ottobre dell’anno scorso. Sotto la sua guida, la Calabria ha cercato di rimettere ordine tra i conti e i servizi essenziali.
Ora il testimone torna pienamente nelle mani dell’ente regionale. Non scompare il monitoraggio, che resterà vigile sugli obiettivi operativi, ma finisce l’epoca dei poteri straordinari.
Per i cittadini calabresi, questa decisione rappresenta la speranza di una gestione ordinaria e che ci si augura improntata all’efficienza e vicina alle esigenze delle persone.































