L’area politica “a testa alta”, a Catanzaro, è stata sciolta la stessa sera in cui, in una riunione tenutasi a Mater Domini, una parte, e cioè quelli che martedì si sono incontrati nella stessa sede, con l’aggiunta dell’ex coordinatore cittadino, hanno deciso di aderire all’area dell’ex “governatore”. Invece un nutrito gruppo di ex Ds, tra cui il sottoscritto, cofondatori di “a testa alta”, da quella stessa sera hanno deciso di smarcarsi da chi, da “sinistra”, aveva deciso, liberamente, di aderire al progetto organizzativo di Loiero-Amato, mettendosi a disposizione dell’ex presidente e votando alle primarie per la lista che vedeva Loiero candidato all’assemblea nazionale. Tutti gli altri abbiamo votato la lista Bersani ‘09 che era quella messa in campo da “a testa alta”, che a Catanzaro Lido aveva preso circa il 25% dei consensi, motivo per cui il circolo è stato sfrattato dal proprietario del locale. Quel progetto, purtroppo per il Pd di Catanzaro, è fallito, ci ha fatto perdere circa due anni di tempo nei quali non si ha memoria di nessuna iniziativa politica, è alla base dello stillicidio di consiglieri passati al gruppo misto ed ha portato alla fine al commissariamento provinciale e cittadino, per manifesta incapacità di direzione politica dello stesso gruppo dirigente che martedì si è incontrato a Mater Domini. Questo non vuole essere né motivo di polemica, né presa di distanza da uomini e donne che sono “fondamentali” per la ricostruzione del partito, ma vuole essere un contributo di chiarezza nei confronti degli iscritti, simpatizzanti ed elettori del Pd perché ognuno, conoscendo la verità, possa farsi una propria idea dei fatti accaduti dal 25 gennaio 2009, giorno delle primarie, fino a dieci giorni fa, quando nell’assemblea di S. Maria il commissario Musi ci ha comunicato la scelta di Silipo quale coordinatore della città. Detto ciò ritengo che i compagni e gli amici hanno tutto il diritto di ritrovarsi, ce ne fossero circoli aperti che discutono, per affrontare i problemi del partito nazionale, regionale e provinciale e in special modo cittadino, e contribuire a trovare soluzioni condivise ai gravi problemi del Paese ed anche iniziare a discutere di come andare alla prossima campagna elettorale amministrativa, anche se non si può far finta che a Catanzaro non sia successo nulla. Nello statuto del Pd, le primarie, sono lo strumento di democrazia partecipata, che qualifica la nascita del partito, come grande novità nel panorama politico nazionale, anche se lo strumento, se non bene governato, può produrre risultati non sempre trasparenti e coerenti. Io sono convinto che gli attuali coordinatori provinciali e cittadini, insieme al commissario regionale applicheranno lo statuto, e dove previsto ci saranno le primarie. Voglio però far rilevare che otto mesi fa, quando qualcuno chiedeva le primarie per le candidature regionali, a Catanzaro un gruppetto ristretto, nel chiuso di una stanza, ed in beata solitudine ha deciso i candidati alle regionali, tra cui un attuale assessore passato a destra. Ecco, per evitare di stare in un partito che si avvita su se stesso, penso sia giunta l’ora che ognuno di noi metta da parte l’ascia ed inizi col fioretto a fare quello che ci chiedono migliaia di iscritti e milioni di italiani, operare, ognuno dalla propria postazione politica e sociale a far sì che il Pd diventi davvero il rappresentante dei bisogni degli italiani, ed a Catanzaro il coalizzatore di forze politiche, movimenti ed associazioni che ci consenta di non consegnare la città alle forze che storicamente non l’hanno fatta diventare la vera città capoluogo, cosa che l’attuale maggioranza ha iniziato a fare e che noi dobbiamo consentire di poter continuare l’opera di costruzione della città regione. Per fare ciò, ieri sera il coordinatore cittadino ha iniziato a discutere con consiglieri comunali, assessori e sindaco. Stasera prosegue con l’incontro dei partiti della coalizione, in settimana con forze sociali ed associazioni. Mettiamoci allora tutti a disposizione di Silipo per fare insieme le cose che diciamo essere fondamentali per la politica del Partito Democratico.
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