Telemedicina. Pazienti controllati h24, i braccialetti sanitari superano il test della Sila

in Saluteprovincia di Cosenza
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Un mese di monitoraggio continuo ha dimostrato che la sanità del futuro può viaggiare anche attraverso un piccolo dispositivo da polso. A Longobucco si è conclusa con successo la prima fase del progetto di telemedicina Sila Protetta, che prevede l’uso di braccialetti elettronici sanitari per i cittadini. Il bilancio dei primi 30 giorni parla chiaro: nessun trasferimento d’urgenza in ospedale e nessun intervento del 118.

> Vitaliano De Salazar

Prevenzione sul campo

A tracciare il quadro positivo è Vitaliano De Salazar, commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, che ha evidenziato come la tecnologia abbia saputo regalare una forte sensazione di sicurezza e una reale tutela ai pazienti coinvolti nell’arco delle 24 ore.

Durante il periodo di test si è registrato un solo allarme nella centrale operativa, che ha spinto una paziente a recarsi nell’ambulatorio locale per un tracciato elettrocardiografico, refertato a distanza e senza complicazioni.  Un altro controllo ha invece permesso di individuare picchi di pressione alta in un secondo soggetto.

“Questi dispositivi si stanno dimostrando uno strumento di screening particolarmente importante” spiega De Salazar, evidenziando come i braccialetti permettano di monitorare i parametri cardiovascolari e respiratori costantemente, correggendo le terapie prima che insorgano crisi acute.

Dalla teoria alla clinica

I risultati entusiasmanti hanno convinto i vertici sanitari a rendere la struttura permanente. L’Asp procederà all’installazione stabile di circa 30 braccialetti elettronici, destinati ai pazienti più fragili che vivono nelle aree interne e montane, spesso isolati e distanti dai grandi ospedali.

“Ora si esce dalla fase sperimentale e si entra nella pratica clinica vera e propria” annuncia il commissario, ipotizzando la partenza del servizio strutturato entro 1 o 2 mesi.

Futuro nei pronto soccorso

Il successo del modello potrebbe presto rivoluzionare anche la gestione delle emergenze nei grandi nosocomi. De Salazar ha infatti proposto una nuova collaborazione con la società Medtronic per utilizzare i dispositivi direttamente nei reparti di prima accoglienza.

L’idea è quella di favorire le dimissioni precoci dei pazienti che solitamente restano in osservazione per 48 ore, permettendo loro di tornare a casa in serenità e continuando a seguire i parametri a distanza. Una strategia che, secondo i promotori, ridurrebbe sensibilmente la pressione sui pronto soccorso cosentini.

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