Altre due persone sono finite in carcere nell’ambito delle indagini sull’accoltellamento avvenuto a Mandatoriccio, nel cosentino, il 25 agosto scorso (QUI): si tratta di altrettanti soggetti residenti nel napoletano a cui si contesta, in concorso, il tentato omicidio ed il porto in luogo pubblico di un’arma bianca.
La ricostruzione dei fatti
L’episodio, come dicevamo, risale alla notte di quel giorno di piena estate quando, in un complesso turistico di Mandatoriccio, un 20enne, anch’egli del napoletano è stato accoltellato gravemente, tanto da rendere necessario il suo trasporto d’urgenza all’ospedale di Cosenza.
Il ragazzo ferito è rimasto poi ricoverato diversi giorni in prognosi riservata, ed il successivo decorso clinico favorevole ha consentito la sua graduale ripresa.
Il primo sospettato
Nel frattempo le indagini – svolte dai carabinieri della Sezione Operativa di Corigliano Rossano e coordinate dalla Procura di Castrovillari – hanno portato, in quello stesso giorno, al fermo di indiziato di delitto di uno dei soggetti che era stato individuato come il potenziale responsabile (QUI).
I familiari coinvolti
Gli accertamenti, però, nonostante questo primo risultato, sono proseguiti in maniera continua arrivando oggi a far ritenere agli inquirenti che le responsabilità dell’accaduto debbano essere riferite anche al padre ed al fratello del fermato.
Gli elementi raccolti a sostegno di questa tesi sono stati quindi valutati dai magistrati del Tribunale della città del Pollino, che hanno reputato opportuno emettere la misura cautelare nei confronti di quest’ultimi che ieri si sono costituiti direttamente presso il carcere di Castrovillari.




























