Con sentenza depositata il 14 febbraio scorso, il Tribunale di Castrovillari – Sezione Lavoro, giudice Anna Caputo, ha accolto il ricorso di un ex lavoratore Lsu/Lpu dell’ex Comune di Rossano (oggi Corigliano-Rossano), difeso dall’avvocato Giuseppe Tagliaferro, condannando l’Inps alla liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto maturato dal 2015 al 2019, periodo di contratti a tempo determinato fino alla stabilizzazione del 30 dicembre 2019.
La “soluzione di continuità”
L’ente, aveva negato il Tfr sostenendo l’assenza di “soluzione di continuità” tra i rapporti e richiamando logiche previdenziali. Il Tribunale ha respinto tutte le eccezioni (improcedibilità, prescrizione quinquennale e merito), affermando la natura retributiva della liquidazione – principio sancito dalle Sezioni Unite della Cassazione e confermato dalla giurisprudenza successiva – esigibile ad ogni cessazione del rapporto subordinato, indipendentemente da permanenza iscrizione al fondo o successiva riassunzione nello stesso ente.
Il rilievo della pronuncia
Per i dipendenti pubblici contrattualizzati, Tfr/Tfs segue gli stessi presupposti del settore privato: è stata disposta consulenza tecnica per quantificare il credito, interessi e spese di giudizio.
La pronuncia riveste particolare rilievo per i numerosi Lsu/Lpu stabilizzati nello stesso ente e fissa un precedente sulla frazionabilità del rapporto in caso di stabilizzazione, potenzialmente inducendo l’Inps a rivedere l’orientamento nazionale che ha negato il diritto a intere categorie nonostante i contributi versati dalle Pa.




























