La V sezione della Corte di Cassazione, ha annullato la sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello di Catania a carico di Saverio Napoli e Giuseppe Piccolo. I due calabresi, di Polistena, nel reggino, sono accusati di essere partecipe, con il ruolo di organizzatori e promotori, ad un’organizzazione che avrebbe acquistato, trasportato e distribuito (in particolare a Comiso, nel Ragusano) dei grossi quantitativi di cocaina.
I sottogruppi
L’ipotesi è che abbiamo ripetutamente comprato, ceduto e portato lo stupefacente sia dalla Calabria, proprio da Polistena, che da altre città siciliane, nella fattispecie da Santa Elisabetta e Favara, nell’Agrigentino.
Secondo gli inquirenti, la presunta associazione sarebbe stata divisa, al suo interno, in vari sotto gruppi, tra cui quello dei fornitori venditori che avrebbero operato dalla cittadina reggina e che sarebbe stato composto, appunto, da Napoli e Piccolo. Sarebbero stati loto ad assicurare i continui rifornimenti di cica all’organizzazione, che si ritiene capeggiata Concetto Giuseppe Errigo.
La condanna
Saverio Napoli (difeso dagli avvocati Luca Cianferoni ed Antonino Napoli), e Giuseppe Piccolo (difeso dall’avvocato Francesco Formica), erano stati condannati dalla Corte di Appello di Catania a 30anni di reclusione, ridotti a 20anni per la scelta del rito abbreviato a venti anni, in quanto ritenuti responsabili di aver promosso ed organizzato l’associazione.
Il 17 giugno del 2022 la Corte Suprema, giudicando sui ricorsi presentati avverso la decisione d’Appello, aveva annullato la sentenza impugnata nei confronti dei due, limitatamente al reato associativo, con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d’appello di Catania.
Il nuovo Appello
In sede di rinvio, previa la riqualificazione del reato ascritto a Napoli e Piccoli, come partecipi dell’associazione contestata, la pena inflitta al primo è stata rideterminato in 14 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione, e per il secondo a 15 anni, 10 mesi e 20 giorni.
Avverso la sentenza di condanna i loro legali hanno proposto ricorso in Cassazione, contestando, ancora una volta, la partecipazione degli stessi al sodalizio dedito al narcotraffico.
La V sezione della Suprema Corte, accogliendo i ricorsi degli avvocati Formica, Napoli e Cianferoni ha quindi disposto un nuovo rinvio alla Corte di Appello di Catania.




























