Le complesse operazioni di ricerca dell’ultraleggero risultato disperso nell’entroterra montuoso di Fuscaldo, in provincia di Cosenza, dal giorno successivo allo scorso Ferragosto, come ormai noto si sono tragicamente concluse con il ritrovamento dei corpi privi di vita delle due persone a bordo, gli avvocati Carlo Arnulfo (di 64 anni), di Roma, e Angela Buccico (55), originaria di Matera. La svolta determinante per localizzare l’area dell’incidente è avvenuta grazie alla preziosa testimonianza fornita da una cittadina. La donna ha riferito infatti di aver visto passare l’aeromobile a bassa quota nei pressi della propria abitazione. Ricevuta la segnalazione, i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Calabrese così hanno potuto tracciare un preciso cono di ricerca, pianificando subito un intervento mirato e chiedendo il supporto aereo delle forze armate.

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L’avvistamento dal cielo
L’operazione di perlustrazione è scattata alle prime luci dell’alba con l’imbarco di due operatori a bordo dell’elicottero del Gruppo Sar di Grottaglie dell’Aeronautica Militare.
Dopo oltre un’ora di volo concentrato sull’area stabilita, le ricerche si sono focalizzate sopra un impervio canalone. Lì, tra la fitta e impenetrabile vegetazione, gli aerosoccorritori hanno inizialmente notato un piccolo dettaglio lucido e bianco, confermato poi come un frammento di dimensioni maggiori a seguito di diversi sorvoli in cerchio.
A quel punto è stato deciso di effettuare un verricellamento a 45 metri di altezza per calare la squadra di soccorso al suolo e perlustrare la zona a piedi.

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Le operazioni sul posto
Raggiunta la terraferma, i soccorritori hanno percorso il bosco seguendo la drammatica scia dei detriti fino al punto dell’impatto. L’aereo biposto è stato trovato quasi del tutto carbonizzato, con frammenti dispersi ovunque e senza alcuna possibilità di sopravvivenza per i due occupanti.
Successivamente sono giunte sul luogo le squadre di terra dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Forestali e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’area.
Le attività si sono svolte sotto la direzione della Prefettura di Cosenza e con il supporto della Protezione Civile Regionale, insieme alle Stazioni Alpine Calabresi di Pollino, Sila-Camigliatello, Catanzaro e Aspromonte, affiancate da una squadra del Soccorso Alpino e Speleologico Lucano.




























