A luglio l’Aeroporto dello Stretto ha registrato un totale di 95.549 passeggeri, segnando un incremento dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante questo dato positivo sul fronte del traffico aereo, le rilevazioni effettuate tra gli operatori commerciali e turistici della città di Reggio Calabria mostrano una evidente contrazione delle presenze fisiche e dei consumi nei pubblici esercizi. Si osserva inoltre un sensibile calo della domanda nel settore dell’accoglienza extralberghiera e un rallentamento generale del commercio locale.

La flessione dei visitatori
Il quadro complessivo si inserisce in un contesto economico cittadino già fragile, caratterizzato dalle stime stilate da Confesercenti e Cer per il 2026 che prevedono per la città un tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo pari a zero.
A questo scenario si aggiunge un’inflazione arrivata al 4,3%, che rappresenta il valore più alto registrato tra i capoluoghi italiani e che riduce drasticamente il potere d’acquisto delle famiglie.
A rendere ancora più paradossale il quadro generale è la composizione dei flussi aerei, in cui a fronte dell’aumento dei passeggeri complessivi si registra una diminuzione del 24,7% dei viaggiatori internazionali.
Il paradosso del traffico aereo
Questa forte flessione incide in modo diretto sull’economia della città, considerando che il visitatore straniero tende solitamente a prolungare il soggiorno e a generare una spesa media superiore.
Le analisi elaborate dal focus informativo di Osserva Calabria avevano già messo in luce una fragilità strutturale del settore turistico locale.
Nel corso del 2025, a fronte di una crescita di arrivi e presenze, la permanenza media nella provincia si è fermata ad appena 2,6 notti a persona.
Risulta inoltre fondamentale considerare che il movimento passeggeri in aeroporto non coincide necessariamente con il turismo reale, poiché comprende anche spostamenti per motivi di lavoro, rientri familiari o viaggiatori che utilizzano lo scalo solo come punto di transito verso altre destinazioni.

Le proposte dei commercianti
“Il punto non è soltanto quanti arrivano, ma chi arriva, perché, quanto rimane e quale ricaduta produce sull’economia locale”, ha dichiarato Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio Calabria, sottolineando la necessità di costruire una politica turistica basata su strategie di promozione mirate.
Aloisio ha evidenziato come la città conosca già il rischio di registrare grandi numeri senza trasformarli in reali opportunità economiche, citando l’esempio del Museo Archeologico Nazionale, struttura capace di attrarre molti visitatori la cui presenza si esaurisce spesso nella sola visita senza generare un impatto diffuso sul tessuto urbano.
Per superare queste criticità occorre definire una programmazione globale che metta in rete servizi, mobilità, cultura e accoglienza attraverso l’azione coordinata di una Destination Management Organization. Soltanto in questo modo sarà possibile trasformare la semplice accessibilità in un’esperienza di valore per l’intera comunità.




























