Uccise il figlio a Lamezia, Francesco Di Cello condannato a 12 anni

in Cronacaprovincia di Catanzaro
00:00 00:00

La Corte d’assise di Catanzaro ha concluso il processo per l’omicidio del 30enne Bruno Di Cello, ucciso dal padre Francesco (QUI), nella notte tra il 1 e il 2 maggio 2025 in località Marinella di Lamezia Terme. L’imputato è stato condannato a dodici anni di reclusione per aver ammazzato il figlio, oltre che a pene aggiuntive per possesso di arma clandestina e ricettazione.

Tragedia a Lamezia Terme: padre uccide figlio e si costituisce

Dalla lite alla tragedia

La sera della tragedia, dopo una lite acceso tra i due nella casa di famiglia, l’uomo ha esploso un colpo di pistola uccidendo la vittima. Subito dopo l’accaduto, Francesco Di Cello si è arreso alla Polizia costituendosi come reo confesso.

La dinamica del delitto è stata ricostruita dagli atti processuali come l’epilogo di un rapporto familiare incrinato da anni di tensioni: pressioni economiche, continue richieste di denaro e comportamenti di riferito disagio psicologico avevano minato il clima domestico.

Omicidio di Lamezia: il sogno di fare il modello, le liti e le richieste di denaro

La convivenza tormentata

Nella requisitoria, il pm Gualberto Buccarelli, ha descritto una storia di convivenza tormentata, nella quale Bruno, già destinatario di misure giudiziarie per precedenti reati – tra cui una condanna per estorsione – aveva alimentato un clima di conflittualità e instabilità.

La difesa, sostenuta dagli avvocati Renzo Andricciola e Pino Spinelli, ha invece puntato a ridurre la gravità del fatto, avanzando la tesi della provocazione e sottolineando lo stato di sofferenza psicologica dell’imputato.

Alla chiusura dei lavori della camera di consiglio la Corte ha riconosciuto a Francesco Di Cello le attenuanti della seminfermità mentale, ritenute prevalenti rispetto all’aggravante dell’omicidio di un familiare, e ha applicato anche le attenuanti generiche.

Il verdetto, che si colloca al primo grado di giudizio, lascia aperta la strada al ricorso in Appello.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.