All’Università Mediterranea di Reggio Calabria si è svolta una giornata di confronto molto partecipata, dedicata al futuro della ricerca dell’Ateneo. Nell’Aula Magna Quistelli, l’incontro dal titolo “Scenari di Ricerca alla Mediterranea. Valutazione VQR 20/24 e impatti dei progetti Prin e Prin Pnrr 2022” ha offerto un’analisi approfondita delle attività scientifiche e delle prospettive di crescita, innovazione e sviluppo sul territorio.
L’evento ha coinvolto i vertici, i direttori e i delegati dei cinque dipartimenti, insieme a rappresentanti istituzionali e studiosi di rilievo nazionale e internazionale. Al centro dei lavori la Vqr 2020-2024, con una riflessione sui parametri di qualità e sulla produttività scientifica, oltre a un focus sui progetti, come strumenti strategici per rafforzare l’impatto della ricerca.
La sessione mattutina si è aperta con gli interventi del rettore Giuseppe Zimbalatti e di Valter Brancati, dirigente Anvur e componente del Nucleo di Valutazione. A seguire, il prorettore vicario con delega alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico Massimo Lauria e la prorettrice delegata alla Sostenibilità e al monitoraggio degli indicatori Mariantonia Cotronei, hanno illustrato un’analisi tecnica dei risultati conseguiti dalla Mediterranea.
La tavola rotonda conclusiva della mattinata ha visto protagonisti i direttori dei dipartimenti: Marco Poiana, Consuelo Nava, Giuseppe Barbaro, Claudio De Capua e Massimiliano Ferrara, insieme a Giovanni Leonardi e Giacomo Messina. Il confronto ha permesso di delineare le sfide che l’Ateneo dovrà affrontare nei prossimi anni sul fronte della qualità della produzione scientifica.
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sui progetti Prin e Prin Pnrr 2022, considerati motori di innovazione per l’area metropolitana e regionale. Dopo gli interventi di Zimbalatti e di Laura Patella, dirigente del Ministero dell’Università e della Ricerca, i delegati alla ricerca dei dipartimenti hanno presentato lo stato di avanzamento e le ricadute concrete delle attività in corso.
La chiusura dei lavori è stata affidata al professor Sergio Altomonte, della Université Catholique de Louvain, che ha offerto una lettura internazionale del posizionamento scientifico della Mediterranea. Nel suo intervento, il rettore Zimbalatti ha sottolineato il valore dell’iniziativa come “deciso cambio di passo” nelle politiche di ricerca, mentre Lauria ha parlato di un momento di svolta nella governance accademica.


























