Vertenza ConTe.it Lamezia: 95 lavoratori sospesi tra incertezza e speranza

in Attualitàprovincia di Catanzaro
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Il circolo del Partito Democratico di Lamezia Terme ha ospitato un incontro carico di tensione e umanità, che ha visto al centro del dibattito la difficile situazione dei 95 lavoratori della sede locale di ConTe.it, oggi a rischio dopo la decisione dell’azienda di interrompere il rapporto con il Gruppo Distribuzione Italia. La segretaria cittadina dei Dem, Rosamaria Scaramuzzino ha aperto i lavori con parole toccanti, ricordando che dietro le sigle aziendali battono cuori e storie di vita: “Non si tratta solo di lavoro, ma di relazioni, comunità, sacrifici”, ha sottolineato ricordando che molti di questi operatori hanno già superato fallimenti e cambi di appalto, dimostrando una resilienza che oggi sembra essere messa a dura prova da un mercato sempre più instabile.

Tredici anni di storia

I rappresentanti sindacali Gianni Cefalì per la Fistel Cisl, Danilo Sivori della Uilcom Uil e Giovanni Molinaro della Slc Cgil hanno ripercorso invece le tappe di una collaborazione iniziata oltre 13 anni fa.

Quella che era nata come una piccola realtà locale era cresciuta fino a contare circa 150 consulenti. Eppure, il 25 marzo scorso, la comunicazione di ConTe.it ha gelato gli animi, motivando il distacco con ragioni di sostenibilità economica.

Nonostante sia stata chiesta l’apertura di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal governo non è ancora giunto alcun segnale, lasciando le famiglie in un limbo preoccupante.

Le istituzioni si muovono

Il dibattito ha visto la partecipazione attiva di diversi rappresentanti politici, tra cui i consiglieri comunali Fabrizio Muraca, Gennarino Masi e Lidia Vescio.

Particolarmente fermo è stato l’intervento del consigliere regionale Ernesto Alecci, che ha ribadito che la vicenda non può essere derubricata a semplice dinamica tra privati: “riguarda un intero territorio e non può essere trattata come una semplice dinamica tra aziende”.

Alecci ha promesso di portare il caso in Consiglio Regionale attraverso una mozione, cercando al contempo una sponda parlamentare per dare risposte concrete a chi oggi teme per il proprio domani.

Una lotta di comunità

Il piano d’azione uscito dall’incontro è chiaro e unitario. Si punta a un consiglio comunale aperto, proposto da Fabrizio Muraca, per spingere l’amministrazione cittadina a prendere una posizione netta.

Non si escludono mobilitazioni presso la Cittadella Regionale e lo stesso Ministero, qualora il silenzio dovesse perdurare. Il messaggio inviato a ConTe.it è un invito alla responsabilità sociale e al confronto, perché, come sottolineato con forza durante l’assemblea, “non sono numeri, sono persone e una comunità non può permettersi di restare in silenzio”.

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