La Villa comunale Umberto I, polmone verde e luogo del cuore per i cittadini di Reggio Calabria, si prepara a cambiare volto. Dopo aver completato tutte le formalità burocratiche e l’aggiudicazione al consorzio stabile Artemide, è stata ufficializzata la consegna dei lavori di restyling e messa in sicurezza. Ad annunciare questa nuova fase è Massimiliano Merenda, consigliere comunale con delega ai Parchi e Giardini. “La Villa è pronta a una nuova vita”, ha dichiarato il delegato, sottolineando l’importanza di un intervento atteso da tempo dalla comunità reggina.
Il progetto
La formalizzazione dell’avvio del cantiere è avvenuta negli uffici del settore Ambiente, alla presenza del dirigente Domenico Richichi, del Rup Vincenzo Cotroneo, dell’assessore Filippo Burrone e dello stesso Merenda.
L’opera usufruisce dei finanziamenti europei Pn Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027. L’investimento complessivo ammonta a poco più di 1,8 milioni euro, una cifra significativa destinata a riqualificare uno degli spazi più rappresentativi del patrimonio storico e paesaggistico cittadino.
Gli interventi
Il piano di lavoro, firmato dall’architetto paesaggista Michelangelo Pugliese, punta su un restauro conservativo che rispetti i vincoli della Soprintendenza.
Le operazioni coinvolgeranno l’intera area: verranno ripristinate le recinzioni perimetrali, spesso degradate da vandalismi, e sarà rifatta la pavimentazione di tutti i vialetti.
Tra le novità tecniche spicca la creazione di un impianto di irrigazione sotterraneo e il rifacimento totale dell’illuminazione. Anche il cuore della villa verrà rinnovato con il ripristino del laghetto, della fontana e della struttura che ospita il bar.
Identità ritrovata
Per l’amministrazione, questo cantiere non è solo una questione di edilizia ma un tributo all’identità locale. Come ha spiegato Merenda: “L’avvio dei lavori rappresenta un atto di rispetto verso la storia di Reggio Calabria e verso tutti i cittadini che considerano questo spazio un luogo dell’anima”.
La durata del cantiere è fissata in 360 giorni naturali e consecutivi. Entro un anno, dunque, la città potrà riappropriarsi del suo giardino storico, restituito alla sua funzione di spazio di pregio e aggregazione.































