Dopo che i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato, dodici minuti dopo la scorsa mezzanotte, una forte scossa di terremoto, immediatamente si sono accesi i sistemi di allarme locali ma anche nazionali. Come già scritto nell’imminenza del fatto, l’epicentro è stato localizzato in mare, proprio al largo delle coste calabre, tra Paola ed Amantea, nel Tirreno cosentino, con una magnitudo impressionante di 6.2. Nonostante l’intensità, il sisma è avvenuto a una profondità notevole di 250 chilometri, un fattore geografico che ha fortunatamente attutito l’energia distruttiva delle onde sismiche in superficie. Il tremore è stato comunque avvertito distintamente dalla popolazione in gran parte delle regioni del Sud Italia, provocando momenti di diffusa apprensione tra i cittadini svegliati nel cuore della notte dal sussulto della terra.

I soccorsi
La reazione dello Stato è stata immediata e ha visto l’attivazione della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile, che si è messa subito in contatto con le strutture locali sul territorio.
Per seguire l’evolversi della situazione e coordinare le verifiche, il capo dipartimento Fabio Ciciliano ha convocato d’urgenza l’Unità di Crisi a Roma.
All’incontro, riunito già all’una di notte, a meno di un’ora dall’evento sismico, hanno partecipato in videocollegamento i rappresentanti di tutte le regioni meridionali, gli esperti dell’Ingv e i vertici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per fare un punto preciso sulla situazione.

Piccoli disagi
I riscontri successivi effettuati per tutta la notta dai comandi territoriali dei soccorritori, hanno confermato che non sono state segnalate criticità rilevanti nelle aree interessate.
Gli interventi sul campo sono rimasti limitati a due aperture di porte nella provincia di Cosenza, richieste da cittadini bloccati dal panico, e ad altrettante verifiche tecniche nei comuni di Catanzaro e Cittanova.
Le attività di controllo eseguite dalle squadre non hanno evidenziato problematiche statiche o lesioni agli edifici. La situazione è tornata rapidamente alla normalità e resta costantemente monitorata dalle strutture operative per garantire la sicurezza pubblica e prevenire ogni ulteriore possibile sviluppo.

Gli esperti
Come spiegano gli esperti dell’Ingv, i terremoti profondi come quest’ultimo, sono caratteristici di quest’area del Mar Tirreno meridionale, e sono provocati dal processo geologico di subduzione della litosfera ionica sotto la Calabria.
Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in passato in questa area sono avvenuti alcuni terremoti di magnitudo stimata (Mw) compresa tra 4 e 5, tra cui viene ricordato quello del 2 ottobre 1743 di magnitudo Mw 5.1 con epicentro nei pressi di Amantea (nel cosentino).
2Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che in questa area la sismicità è frequente con terremoti anche di magnitudo superiore a 4 come i due eventi di magnitudo ML 5.1 del 17 dicembre 2008 e del 18 maggio 1998. Entrambi questi terremoti hanno avuto ipocentri molto profondi, tra i 270 e i 310 km come quello di questa notte”, affermano dall’Istituto.
La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento molto diffusi in tutte le regione meridionali, con valori massimi fino al IV-V grado MCS.
Nonostante l’elevata profondità ipocentrale il terremoto avvenuto nel Mar Tirreno è stato avvertito diffusamente dal Lazio alla Sicilia, come testimoniano i questionari arrivati fino a questo momento sul sito “Hai sentito il terremoto?” .




























