Il processo di secondo grado per truffa con l’aggravante dell’associazione di stampo mafioso per l’operazione ‘Paper Mill’, che vedeva tra gli imputati il 55enne Giuseppe Mazzaferro, originario di Rizziconi ma abitante in Lombardia e con interessi nel Bresciano, si è concluso con l’assoluzione per il reato associativo e con l’estinzione per prescrizione per quello di truffa. Così i giudici della 1ª Sezione penale della Corte d’Appello di Reggio Calabria, hanno riformato la sentenza di condanna del Gup. Secondo l’accusa, nata da indagini della Dia reggina, c’era stata una truffa con la sparizione di 2,5 milioni di finanziamenti pubblici a fondo perduto per la creazione di una cartiera che non era mai nata, mentre i contributi erano stati incassati. Secondo gli investigatori, dietro l’operazione c’era la mano della ‘ndrangheta.
Il tribunale ha invece escluso l’associazione mafiosa e ha quindi deciso il non luogo a procedere per la truffa nei confronti di Mazzaferro, Pietro Calipa, Domenico Helenio Marasco e Antonio Crea. Assolto Teodoro Crea.
Con la sentenza sono stati revocati i provvedimenti di confisca di beni e di quote di società, tra cui la Siderflero, con sede a Flero, in provincia di Brescia.
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