Il giornalista calabrese Ricucci ritorna libero dopo il sequestro in Siria

in Cronacaprovincia di Cosenza
00:00 00:00

Il collega Amedeo Ricucci, dopo diversi giorni di prigionia, è ritornato libero dopo il sequestro avvenuto in Siria lo scorso 4 aprile. A darne notizia è il Ministro degli Esteri. Ricucci, nato a Cetraro, in provincia di Cosenza 55 anni fa, in Rai dal 1993 e inviato speciale del programma “La storia siamo noi.” Era a capo di una troupe della quale facevano parte anche il fotografo Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la reporter freelance Susan Dabbous, impegnati in Siria da giorni a un reportage sperimentale dal titolo: “Silenzio, si muore.”

Il cronista di origine calabrese vive a Roma da anni, ma a Cetraro abitano ancora la madre e la sorella, Rossella, che è sposata con il presidente del Consiglio comunale Luigi Mari. Un’altra sorella e un fratello di Ricucci vivono fuori dalla Calabria. “Stiamo bene, stiamo tutti bene – ha dichiarato Ricucci – subito dopo la liberazione. Ci hanno trattato bene e non ci hanno torto nemmeno un capello. Eravamo in mano a un gruppo islamista armato che non fa parte dell’Esercito libero siriano”.

“E’ stato un malinteso – sottolinea Ricucci – anche perché all’inizio ci hanno presi per spie e volevano controllare quello che avevamo girato. Temevano che avessimo filmato la loro base logistica, ma ci hanno messo un sacco di tempo. In Siria – ha poi concluso lo stesso Ricucci – è in corso una guerra civile e di spie sia da una parte che dall’altra.”

Sospiro di sollievo nell’intera comunità di Cetraro, luogo di origine del collega Ricucci, per la liberazione avvenuta sabato 13 aprile 2013.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.