“La sconfitta molte volte ce la cerchiamo : i sindaci della Locride hanno rinunciato a mettere tenda (si fa per dire)davanti a Montecitorio, addirittura per tre giorni, visto che non c’era un “si” alla richiesta per la riunione e che il precedente incontro con il Sottosegretario agli Interni Bubbico si era rivelato… fin troppo fugace e improduttivo. Il dietrofront, preferibile ad una altro viaggio a vuoto, fa tuttavia aumentare il disorientamento dei cittadini.” Lo scrive in una nota Roberto Ieraci, Presidente dell’Associazione Culturale “Nuovi Orizzonti per il Sud”
“I retroscenisti – aggiunge ancora Ieraci – hanno parlato di una “longa manus” “guantata” PD che sarebbe intervenuta per un rinvio…sine die. L’assenza di reazioni non ci sta dicendo se cio’ e’ vero o no. La politica, chi la fa a Roma e chi la fa sul territorio, sembra indifferente al cattivo destino a cui è stata condannata la Locride. Nella crisi compaiono solo alcuni sprazzi giornalistici, che evidenziano i limiti dei due sindaci che guidano gli organismi associativi dei primi cittadini, Imperitura e Strangio, ed i sindaci di Locri e Siderno, Calabrese e Fuda, che giocano, anche senza volerlo,una partita geopolitica … Magari sul nulla(questa e’ il contesto che hanno davanti),ma le riunioni sono loro a promuoverle.Magari esagerando (quando Fuda dichiara “I 9 sindaci presenti a questa riunione sulla sanita’ rappresentiamo meta’ della popolazione complessiva dei 42 municipi Locridei, reclama una sorta di rappresentanza , come dire,ponderata, che … per norma non esiste, mi pare…), ma, almeno tenendo in piedi la polemica,adesso soprattutto sulla sanita’, ieri con la nota congiunta del Distretto Culturale con baricentro Locri-Siderno. Il confronto si vince se le osservazioni all’atto Aziendale dell’Asp,rimanendo sulla sanita’,non arrivano sulla scorta di elaborazioni individuali (come raccomando’ lo stesso sindaco di Siderno dopo la manifestazione dei mesi scorsi) o della elaborazione di pochi.Quindi, si deve fare un monitoraggio reale dei presidi sanitari, della loro funzionalita’ e dell’assetto organizzativo della sanita’ sul territorio, prima che di quella dell’Ospedale (che rimane indifferibile), coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali”.
“La “piccola” Portigliola (rimaniamo sempre nel campo della partecipazione) – conclude la nota – non rientra nei finanziamenti del Patto per la Calabria: quando lo faremo un discorso vero sulla volonta’ e sulla capacita’ di sostenere tutte le realta’ territoriali?Che, siamo d’accordo,debbono aiutarsi, mettendo in campo amministratori che sanno farsi ascoltare e isituzioni sovracomunali capaci di fare da tramite tra la politica (quella poca che e’ rimasta) e i cittadini. Pensare di far contare un comune piu’popoloso rispetto ad uno con meno abitanti contraddice quella dichiarazione, che ormai e’nel bagaglio di tutti i “dichiaranti” , secondo la quale “non bisogna lasciare nessuno indietro”. Si dira’ “Non c’e’ questo rischio, perche’ nella Locride nessuno va piu’avanti”.E’ vero, e’ tutto fermo.”




























