Processo “Jonny”. Appello, accusa chiede la conferma delle condanne

in Cronacaprovincia di Crotone
00:00 00:00

Confermare tutte le tutte le condanne già decise nel rito ordinario, in primo grado, nel processo d’appello scaturito dalla nota operazione “Jonny” (QUI), che vede alla sbarra le cosche di ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese.

Questa la richiesta avanzata da Domenico Guarascio, sostituto procuratore della Dda di Catanzaro applicato come sostituto procuratore generale.

Tra gli imputati l’ex parroco di Isola don Edoardo Scordio, condannato a 14 anni e mezzo (QUI) e ritenuto il gestore di fatto della locale Misericordia.

Accusa che è stata mossa anche all’ex governatore della confraternita, Leonardo Sacco, che è stato invece condannato a 20 anni di carcere (QUI), sempre in Appello ma con l’abbreviato.

Una gestione, quella della Misericordia, che a sua volta si occupava dei servizi nel centro d’accoglienza per migranti di Sant’Anna, che secondo l’accusa gli avrebbe consentito di accumulare importanti risorse economiche – si stima circa 32 milioni di euro – messe poi a disposizione della cosiddetta “bacinella” della cosca Arena.

In questo contesto sono stati coinvolti i gestori del servizio mensa del Centro di accoglienza, Domenico e Pasquale Poerio condannati in primo grado a 12 anni il primo e 5 anni e 8 mesi il secondo; oltre ad Aurora Cozza, condannata a 5 anni; e Maria Lanatà, a cui sono stati inflitti 6 anni e mezzo di reclusione.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.