Tra amore e passione: a Trebisacce la mostra sul giovanissimo San Carlo Acutis

in Attualitàprovincia di Cosenza
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Un vero e proprio evento di sovrabbondanza di grazia che comunica come l’incontro con Cristo diviene Speranza e centro della vita. A Trebisacce, sull’alto ionio cosentino, la parrocchia Santi Vincenzo Ferrer e San Carlo Acutis, guidata da don Francesco Rizzi, lunedì prossimo, 24 novembre, alle 18,30, in collaborazione con la Diocesi di Cassano allo Ionio ed il patrocinio del Comune, presenterà nell’Auditorium “Ex Fornace”, e sino al 30 novembre, la mostra itinerante sul giovanissimo Acutis, il Santo della semplicità straordinaria, già beato nel 2020, canonizzato da Papa Leone XIV domenica 7 settembre scorso, anno del Giubileo della Speranza.

Una grande occasione

Promossa dall’Associazione “Amici di Carlo Acutis”, l’esposizione è stata realizzata in occasione della 46^ edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli ed è curata da Antonia Salzano Acutis e Giovanni Emidio Palaia, con la collaborazione di Camilla Marzetti e Riccardo Monteverdi e un gruppo di studenti dell’Università di Milano.

Oggi viene allestita nella parrocchia dopo la dedicazione ad Acutis disposta dal Vescovo, monsignor Francesco Savino, vice presidente della CEI, in seguito al cammino spirituale e di conoscenza del giovanissimo Santo che volle imprimere l’allora parroco, Don Michele Munno, nella comunità.

Un piglio tutto da vivere e riscoprire per ciò che porta in dote ed offre alla compagnia della Chiesa come sottolineeranno, illustrando il gesto, il Vescovo Savino, la direttrice dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Cassano Caterina La Banca, il referente diocesano della Fraternità di Comunione e Liberazione, Gerardo Fazzitta, ed il parroco don Francesco Rizzi che modererà la presentazione.

Come visitarla

La mostra è visitabile ogni giorno dalle 9,30 alle ore 12,30 (per le scolaresche) e dalle 16,30 alle ore 19 mentre per prenotare le visite si può contattare il numero 3298889489.

Un’occasione anche per rammentare che una civiltà cresce solo con una cultura che la rigenera continuamente nell’identità; dialogo e bellezza, poi, ne sono la linfa vitale. Ecco perché è importante questa nostra grande storia che è di tutti ed appartiene a ciascuno, poiché ci consiste e ci corrisponde.

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