La Nazionale italiana si avvicina ai playoff per i Mondiali 2026 in una situazione complessa dal punto di vista organizzativo e tecnico: una situazione segnata, inoltre, dall’annullamento dello stage di preparazione previsto prima delle partite decisive. La notizia ha avuto un impatto immediato sull’ambiente azzurro, e ha provocato una reazione netta da parte del commissario tecnico Gennaro Gattuso: l’allenatore ha infatti espresso il proprio disappunto per una gestione dei calendari ritenuta poco funzionale alle esigenze della nazionale. La cancellazione dello stage ha ridotto al minimo il tempo a disposizione per lavorare con il gruppo, creando una condizione di evidente difficoltà alla vigilia di impegni che non ammettono margini di errore.
No allo stage: la reazione di Gattuso
Gattuso si è trovato costretto a prendere atto di una decisione maturata dopo settimane di confronti senza esito tra la Federazione, la Lega calcio e i club. Il commissario tecnico ha definito inutile uno stage che, di fatto, non avrebbe potuto contare sulla presenza di molti calciatori chiave. Diversi club stranieri hanno negato la disponibilità dei propri tesserati, appellandosi ai regolamenti internazionali, mentre alcune società italiane hanno fatto valere gli impegni ravvicinati nelle competizioni nazionali.
La conseguenza è stata la rinuncia forzata ad un periodo di lavoro che sarebbe stato a dir poco cruciale, soprattutto per costruire i meccanismi di intesa tra i giocatori dopo quattro mesi senza raduni. Le premesse non sono dunque buone: la nazionale non solo non risulta favorita dalle quote vincente Mondiali di Calcio, ma deve ancora qualificarsi passando dai play-off. Lo stage, in sintesi, avrebbe fornito ulteriori speranze in vista dell’immediato futuro del calcio italiano a livello internazionale.
La situazione si è ulteriormente complicata a causa della decisione della Lega calcio di bocciare lo spostamento della 30ª giornata di Serie A. L’ipotesi di anticipare o rinviare alcune partite per liberare spazio nel calendario non ha trovato consensi, anche per le difficoltà legate ai diritti televisivi e agli accordi già sottoscritti con le emittenti. In questo contesto, ogni modifica avrebbe comportato delle ripercussioni economiche e organizzative rilevanti, che la Lega non ha ritenuto sostenibili. Gattuso ha preso atto di queste dinamiche, ma ha sottolineato quanto segue: è la Nazionale che alla fine ne paga il prezzo.
Come arriverà l’Italia ai play-off?
L’Italia arriverà così alle sfide dei playoff con due allenamenti a Coverciano, un dato che rende evidente la criticità del momento. Dopo quattro mesi senza lavoro, il gruppo azzurro dovrà preparare in tempi strettissimi la semifinale contro l’Irlanda del Nord, in programma il 26 marzo a Bergamo. Si tratta di una partita secca, da affrontare con concentrazione massima e con un’organizzazione tattica che, in condizioni normali, richiederebbe più tempo per essere assimilata. L’eventuale finale, prevista il 31 marzo in trasferta contro il Galles o la Bosnia, aumenterebbe ulteriormente il livello di pressione.
Nel corso delle settimane precedenti era stato valutato anche un piano alternativo, che prevedeva due giorni liberi a febbraio per un mini raduno. Questa soluzione non ha però superato il vaglio della Lega, che ha ritenuto impossibile incastrare le nuove date in un calendario già congestionato. Gli impegni di Coppa Italia e delle competizioni europee hanno rappresentato un ulteriore ostacolo, rendendo impraticabile qualsiasi tentativo di riorganizzazione.



























