Sono 10.037 le persone senza dimora censite nella notte del 26 gennaio 2026 nei 14 principali Comuni centro di area metropolitana, secondo una rilevazione coordinata dall’Istat in collaborazione con la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora. L’indagine, inserita nel Censimento permanente della popolazione, ha utilizzato la metodologia “Point in Time”, contando simultaneamente le persone in strada o accolte nelle strutture notturne.
Tra strada e dormitorio
Più della metà (55,4%) ha trovato posto nei dormitori, mentre il 44,6% vive in strada o in sistemazioni di fortuna. Roma è la città con il numero più alto (2.621 persone), seguita da Milano (1.641), Torino (1.036) e Napoli (1.029). I numeri più bassi si registrano a Reggio Calabria (31 persone in totale, 14 delle quali in strada), Messina e Catania.
Le donne rappresentano una minoranza: circa il 21% tra gli ospiti delle strutture e solo il 12% tra chi vive in strada. Forte la presenza di stranieri, che superano i due terzi sia nei centri di accoglienza sia tra le persone censite all’aperto.
Pochi posti letto
Dal punto di vista anagrafico prevale la fascia tra i 31 e i 60 anni, mentre gli over 60 sono più presenti nelle strutture rispetto alla strada.
Un dato critico riguarda la disponibilità di posti letto: i 6.678 disponibili risultano insufficienti rispetto al totale delle persone senza dimora.
Nel complesso, il fenomeno riguarda circa lo 0,11% della popolazione residente nei Comuni analizzati, ma il dato potrebbe essere sottostimato, includendo anche persone non registrate o residenti altrove.































