I Carabinieri di Vibo Valentia hanno passato al setaccio le concessioni demaniali marittime lungo la costa provinciale. Una operazione pensata per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale, e che ha visto in campo diverse articolazioni dell’Arma, tra cui il Nucleo Ispettorato del Lavoro, il Nucleo Antisofisticazione e Sanità e il Gruppo Forestali. I controlli hanno interessato un’ampia porzione di territorio, toccando il capoluogo e le località di Pizzo, Briatico, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera.

Sospetti e condanne
Dalle verifiche è emerso un quadro critico sul fronte dell’antimafia. In serre casi le concessioni risultavano intestate a persone prive dei requisiti previsti dal codice antimafia, a causa di condanne per reati legati alla criminalità organizzata o per via di interdizioni.
In altri otto sono stati individuati elementi indicativi di un concreto pericolo di condizionamento mafioso. Tutte queste posizioni sono state segnalate alla Prefettura, mentre per sei soggetti che avevano attestato il falso è scattata la segnalazione alla Procura della Repubblica.
Abusi sul demanio
Le irregolarità amministrative e demaniali sono risultate diffuse e consistenti. Ben 21 strutture balneari erano operative senza alcun contratto di concessione, mentre in tre la gestione era stata ceduta a terzi senza l’autorizzazione al sub-ingresso. Per questo motivo è stato dato impulso ai Comuni per l’avvio delle procedure di decadenza previste dal codice della navigazione.
I carabinieri hanno inoltre riscontrato la presenza di opere edilizie del tutto abusive realizzate su suolo pubblico e gravi problematiche ambientali collegate agli impianti fognari.

Lavoro e sicurezza
Sul piano del lavoro e della tutela della salute, gli accertamenti hanno messo in luce numerose infrazioni. Sono stati individuati 31 lavoratori irregolari, tra i quali 5 completamente in nero, situazione che ha portato alla sospensione immediata di tre attività imprenditoriali.
In aggiunta, 24 dipendenti non erano mai stati sottoposti alla visita medica obbligatoria e tre risultavano privi di formazione. Sono state rilevate anche violazioni sulle normative relative agli orari di lavoro e alla gestione dei rifiuti.
Sequestri e sanzioni
Anche il settore della ristorazione e della sicurezza alimentare ha evidenziato forti criticità. Durante le ispezioni i militari hanno sequestrato oltre 460 chilogrammi di prodotti alimentari, poiché privi di tracciabilità o conservati in cattivo stato.
L’intera attività di controllo si è conclusa con 17 persone deferite in stato di libertà e sanzioni amministrative per un importo superiore a 70mila euro, mentre ulteriori somme sono ancora in fase di quantificazione.




























