L’evento promosso dal Soroptimist International ha riunito un team di esperte composto da Caterina Ermio, Rosa Maria Montesanti, Natalia Malara e Lucia Greco per discutere l’importanza di un approccio clinico innovativo. Sotto la guida della coordinatrice Sabrina Curcio, il dibattito ha evidenziato come la medicina debba evolversi per considerare le specificità biologiche e sociali che distinguono il benessere maschile da quello femminile.
Verso un nuovo paradigma
La medicina di genere viene proposta come una dimensione trasversale essenziale per superare l’impostazione scientifica tradizionale, spesso focalizzata su modelli maschili.
Questo approccio analizza come le variabili biologiche e socio-economiche influenzino lo sviluppo delle patologie e la risposta alle terapie, garantendo una maggiore equità nel sistema sanitario.

La base dell’autonomia
La tutela della salute femminile è considerata un pilastro fondamentale per il rafforzamento del ruolo della donna nella società. Promuovere la consapevolezza e la diagnosi precoce non significa solo migliorare la qualità della vita, ma fornire strumenti concreti di libertà e partecipazione civile, eliminando i divari che ancora oggi condizionano l’accesso a cure personalizzate.




























