In vista dei prossimi e importanti appuntamenti elettorali, il Partito Socialista Democratico Italiano ha ritenuto necessario diffondere una nota ufficiale per fare definitiva chiarezza sul proprio assetto organizzativo e legale. L’obiettivo dell’intervento è quello di garantire una corretta informazione ai cittadini, ai militanti e a tutta la comunità dei compagni socialdemocratici, contrastando in modo netto la diffusione di notizie non veritiere o fuorvianti che hanno interessato la sigla politica nelle ultime settimane.
La leadership nazionale di Mario Calì e il coordinamento calabrese
La direzione del partito tiene a ribadire con forza che, in piena conformità con le norme di legge vigenti e con lo statuto nazionale, l’organigramma ufficiale vede nella persona di Mario Calì l’unico e legittimo rappresentante legale nonché segretario nazionale.
Per quanto concerne invece il livello organizzativo regionale, l’unico rappresentante ufficiale e punto di riferimento autorizzato per l’intero territorio della Calabria è attualmente il coordinatore Gaetano Covelli. Qualsiasi altra figura che rivendichi ruoli di guida o di coordinamento all’interno di queste aree geografiche è priva di qualsivoglia riconoscimento formale.
Nessuna legittimità per i tentativi di ricostruzione non autorizzati
La segreteria del partito ha espresso una ferma presa di posizione rispetto ad alcune dichiarazioni e iniziative pubbliche circolate di recente. In particolare, vengono segnalati i comportamenti di Paolo Preti e di Luigi Cosentini, i quali stanno tentando di accreditarsi pubblicamente come promotori di una presunta fase di ricostruzione della forza politica.
Lo storico partito del sole nascente precisa che i due soggetti non hanno ricevuto alcun incarico, delega o autorizzazione da parte degli organismi centrali guidati da Mario Calì. Di conseguenza, ogni comitato o coordinamento territoriale sorto in Calabria al di fuori del canale ufficiale è da ritenersi del tutto irregolare e privo di legittimità politica.
La tutela dello storico simbolo fondato da Giuseppe Saragat
La nota richiama l’attenzione sulla tutela del nome e del simbolo della storica compagine politica, fondata nel lontano 1947 a Palazzo Barberini dal presidente Giuseppe Saragat. L’utilizzo del brand politico e dei suoi emblemi non può essere in alcun modo accostato a soggetti non autorizzati o privi dei requisiti politici idonei, per evitare di incorrere in palesi violazioni delle norme di legge e delle regole dello statuto interno.
Infine, tutti i militanti e i simpatizzanti sono caldamente invitati a non dare ascolto a dichiarazioni volte a frammentare l’unità della comunità politica o ad annunci che invitano all’astensione in vista delle imminenti elezioni amministrative, ricordando che la linea del partito è tracciata unicamente dagli organi regolarmente eletti.


























