I figli di nessuno tornano a casa, i calabresi nei lager raccontati da Letizia Cuzzola

in Tempo liberoprovincia di Catanzaro
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Le pagine più dolorose della seconda guerra mondiale si arricchiscono di un tassello fondamentale per la storia del meridione d’Italia. La scrittrice reggina Letizia Cuzzola torna a occuparsi con passione della drammatica vicenda degli Internati Militari Italiani. Dopo il successo del romanzo storico intitolato “Non muoio neanche se mi ammazzano”, l’autrice ha proseguito le sue ricerche fino a creare un censimento dettagliato. Si tratta di ben 10mila militari calabresi segregati per due anni e portati via da una regione già storicamente provata dal conflitto. Da questo immenso lavoro nasce il saggio “I figli di nessuno tornano a casa. Internati Militari Italiani: diecimila calabresi nei lager nazisti” pubblicato da I Coribanti. Il titolo riprende una delle scritte che campeggiano sui treni dei superstiti, un messaggio chiaro che racchiude la frustrazione dell’abbandono.

La storia parallela

Il volume si presenta strutturato in due parti distinte ma profondamente connesse tra loro. Nella prima sezione l’autrice propone un percorso parallelo tra la storia generale degli anni compresi tra il 1943 e il 1945 e i passaggi che definirono lo status di questi prigionieri.

Il testo descrive minuziosamente le procedure e le condizioni di vita all’interno degli Stalag, passando poi a un’analisi accurata della società calabrese negli anni della guerra. Questo esame approfondito permette di comprendere al meglio il contesto di provenienza dei militari coinvolti.

Città per città e provincia per provincia, i dati statistici sono stati elaborati attraverso lo studio e la comparazione dei Registri di rimpatrio redatti dalla Croce Rossa Italiana, delle schede presenti nel Lessico Biografico Imi e dei documenti conservati presso l’Archivio Arolsen.

La memoria familiare

L’opera contiene anche una prefazione di Francesco Kento Carlo e una postfazione di Ippolita Luzzo che arricchiscono il valore culturale del saggio.

In allegato al libro i lettori troveranno una scheda e il contatto diretto dell’autrice. Non è stato infatti possibile pubblicare l’intero censimento poiché al suo interno sono presenti dati sensibili.

Per questo motivo si è pensato a un metodo alternativo per restituire il materiale raccolto alle famiglie calabresi interessate. L’occasione ideale sarà la presentazione ufficiale del volume, che si terrà il 26 maggio alle ore 18 presso la Biblioteca comunale Oreste Borrello di Lamezia.

Da qui parte un accorato appello a tutte le famiglie che si riconosceranno in questa storia, affinché partecipino a questo momento di restituzione collettiva.

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