Un sito abbandonato a se stesso per quasi sei anni, coperto da tonnellate di rifiuti mai del tutto rimossi, torna al centro dello scontro politico e ambientale in Calabria. Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al presidente della Giunta regionale per chiedere interventi immediati e risolutivi sull’ex impianto di selezione dei rifiuti in contrada Fiasco Baldaia, a Squillace.
L’obiettivo primario è convocare d’urgenza un tavolo tecnico con Comune, Assessorato all’Ambiente, Arpacal, Asp e Vigili del Fuoco per tracciare un cronoprogramma vincolante, stanziare le risorse necessarie e individuare chiaramente le responsabilità dell’area.
L’eredità del rogo del 2020 e la minaccia ambientale
La vicenda trae origine dal drammatico incendio del 5 ottobre 2020, che incenerì un capannone di circa 800 metri quadrati estendendosi su una superficie totale di 1.500. Da allora, la situazione è rimasta bloccata in una pericolosa stasi: le montagne di plastica, carta e alluminio parzialmente combusti continuano a bruciare ciclicamente.
I cittadini della zona vivono da anni con il terrore dei fumi tossici, dei miasmi persistenti e della potenziale contaminazione delle falde acquifere e del suolo. Nell’atto ispettivo, Bruno chiede garanzie precise sull’installazione del laboratorio mobile di Arpacal, sulla durata dei rilievi dell’aria e sull’avvio delle analisi ambientali su terreno e acqua.
Il nodo dei costi e il principio “chi inquina paga”
Il quadro è reso ancora più complesso dagli ingenti costi di ripristino, stimati intorno al milione di euro: una cifra insostenibile per le casse del Comune di Squillace. Di fronte allo stallo, il capogruppo evidenzia come la Regione debba eventualmente attivare poteri sostitutivi e fondi dedicati per eseguire la bonifica subito, salvo poi rivalersi sui privati responsabili.
L’accertamento delle colpe e l’applicazione del principio “chi inquina paga”, rimarca Bruno, non possono trasformarsi in un alibi per paralizzare gli interventi e mettere a rischio la salute della comunità locale.
Dal sit-in alle azioni concrete
L’affondo politico fa seguito alla manifestazione e al sit-in dello scorso 15 settembre a Squillace, che ha visto la partecipazione coesa delle istituzioni: dall’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro al sindaco Enzo Zofrea, fino all’ex primo cittadino Pasquale Muccari e allo stesso Bruno.
Se il monitoraggio dell’aria annunciato rappresenta un primo segnale positivo, per il consigliere d’opposizione è ora tempo di passare dalle parole ai fatti. La richiesta finale alla Giunta è netta: indicare una data certa entro cui il sito di Fiasco Baldaia potrà dirsi definitivamente bonificato e messo in sicurezza.































