Il recente sequestro al porto di Palermo di oltre 60 tonnellate di olio tunisino diretto in Calabria, nella provincia di Reggio Calabria, accende i riflettori sulle frodi agroalimentari. Se immesso sul mercato, il prodotto avrebbe fruttato un guadagno illecito di circa 325mila euro. Il presidente regionale di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, ha voluto così ringraziare le forze dell’ordine e l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, e sottolineare anche come l’uso di tecnologie come la risonanza magnetica, la mappa genetica e la mappatura isotopica sia ormai indispensabile per smascherare chi danneggia i produttori italiani.

La svolta ministeriale
La forte richiesta di bloccare la miscelazione di olio vergine con l’extravergine mira a salvaguardare il reddito degli agricoltori e a tutelare la salute dei consumatori.
L’annuncio della modifica della circolare di riferimento è stato dato dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, durante il tavolo di filiera convocato a Roma.
Attualmente, la pratica correttiva permette di camuffare i difetti di un olio di minor pregio diluendolo in una quota di extravergine. In questo modo si superano i parametri chimici di legge ma si svuotano di significato i panel test, ingannando di fatto l’acquirente finale sulla reale purezza del prodotto acquistato.
I numeri del paradosso
Il settore olivicolo italiano sta affrontando una crisi senza precedenti, evidenziata dal crollo del 50% del prezzo dell’olio nell’ultimo anno. Al contempo, i costi sostenuti dagli olivicoltori sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro secondo le analisi elaborate dal Centro Studi Divulga.
L’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri ed esportazioni per 318 milioni di litri. Per coprire il fabbisogno si importano circa 545 milioni di litri all’anno.
Questa enorme discrepanza evidenzia come una quota significativa di prodotto straniero venga commercializzata sfruttando impropriamente il richiamo all’italianità.

La difesa delle imprese
Le associazioni Coldiretti e Unaprol chiedono a gran voce misure di sostegno straordinarie per le imprese, colpite duramente dalla svalutazione delle giacenze nei frantoi e nelle cooperative.
Tra le proposte avanzate per difendere la filiera figurano il sostegno finanziario allo stoccaggio e la sospensione dell’importazione a dazio zero dalla Tunisia. Si richiede inoltre il blocco del traffico di perfezionamento attivo per l’olio estero, l’aggiornamento costante della tracciabilità sul portale Sian e un monitoraggio settimanale dei prezzi di vendita per evitare speculazioni selvagge sul mercato nazionale.































