Il Consiglio di Stato dà ragione a Facciolla: annullata la decisione del Csm sulla Procura di Castrovillari

in Attualitàprovincia di Cosenza
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Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza con cui il Tar del Lazio aveva annullato la delibera del Consiglio superiore della magistratura che, nel febbraio 2023, aveva negato a Eugenio Facciolla la conferma nell’incarico di Procuratore della Repubblica di Castrovillari. Si chiude così, almeno sul piano della giustizia amministrativa, una vicenda lunga e complessa, che aveva portato il magistrato a contestare la decisione del Csm davanti ai giudici amministrativi.

Le condizioni di indipendenza

La decisione del Consiglio superiore della magistratura era stata motivata dalla ritenuta carenza delle «imprescindibili condizioni di indipendenza ed equilibrio».

Come ricostruito nella sentenza di Palazzo Spada, tale valutazione era stata collegata a condotte considerate di rilievo penale e disciplinare, definite «gravi» e «scorrette».

In particolare, al centro della valutazione del Csm vi erano l’inserimento, negli atti di un fascicolo di indagine, di un’annotazione di polizia giudiziaria ritenuta falsa o comunque «all’evidenza anomala» e il compimento di atti ritenuti finalizzati a screditare colleghi in servizio presso un altro ufficio requirente e dotati di rilevanza mediatica.

L’annullamento del Tar

Il Tar del Lazio aveva però annullato la delibera del Csm. Un elemento determinante nella vicenda è stato anche l’esito del procedimento penale a carico di Facciolla: il 18 luglio 2025 il Tribunale di Salerno lo ha assolto dalle accuse di corruzione e falso.

Contro la sentenza del Tar hanno presentato appello il Ministero della Giustizia e il Consiglio superiore della magistratura, ma le censure sono state ritenute infondate dal Consiglio di Stato.

Nella sentenza, i giudici di Palazzo Spada sottolineano i limiti entro i quali il Csm può esercitare la propria discrezionalità nell’ambito della funzione amministrativa. L’autonomia decisionale riconosciuta al Consiglio, osservano, «incontra un limite ontologico nell’esistenza dei fatti medesimi».

I fatti non confermati

Se i fatti posti alla base della valutazione «non vengono confermati o sono addirittura smentiti», prosegue il Consiglio di Stato, mantenerne la validità sul piano valutativo significherebbe esercitare un potere amministrativo «in contrasto con la realtà materiale».

Di conseguenza, conclude la sentenza, anche il giudizio discrezionale del Csm può essere annullato quando poggia su fatti che non risultano confermati.

La pronuncia conferma dunque l’annullamento della delibera con cui il Csm aveva negato a Facciolla la conferma alla guida della Procura di Castrovillari, segnando un passaggio rilevante nella lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto il magistrato.

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